©Riccardo Tosetto
Riccardo Tosetto, skipper italiano, iscritto alla Global Solo Challenge ha scelto di compiere la sua qualifica di 2000 miglia a bordo del suo Class40 Obportus nel trasferimento da Trieste a A Coruña.
Riccardo, ancora professionalmente attivo, come skipper di barche da diporto, ha dovuto ottimizzare i tempi, concordando con la Direzione questo percorso. Partito il 17 maggio, Riccardo è arrivato a La Coruña il 5 giugno dove Valeria la sua compagna l’ha raggiunto per una settimana romantica… di lavori in barca. Nonostante la meteorologia sfidante e la tensione legata ai limiti di tempo, la navigazione si è svolta tranquillamente.
“Dal punto di vista tecnico, sono molto soddisfatto perché la barca naviga molto bene, e quindi ho potuto validare tutte le modifiche apportate durante il cantiere invernale. La meteorologia non è stata sempre favorevole durante la qualifica, ma questo mi ha permesso di conoscere meglio la barca prima del giro del mondo. In totale, ho percorso 2820 miglia, con una sosta ad Estepona prima di raggiungere La Coruña. Un bell’allenamento in vista della GSC.”
Partendo da Trieste con una bora moderata, Riccardo ha costeggiato rapidamente l’Istria in condizioni meteo serene. Una volta raggiunto il Quarnaro, la bora si è intensificata, raggiungendo raffiche di circa 30/35 nodi, obbligandolo a ridurre un po’ le vele. Durante questa fase, Obportus ha registrato velocità elevate, soprattutto in direzione delle Incoronate.

“La prima notte sul Quarnaro con quei 30/35 nodi è stato un inizio “con il botto”. Ero un po’ in difficoltà perché ero appena partito e la barca era stata varata da poco. Tutto era nuovo e c’era una certa tensione di assicurarmi che tutto funzionasse correttamente. Di notte non è sempre facile poter controllare l’attrezzatura.”
Successivamente, il vento si è mantenuto costante intorno ai 15/20 nodi da nord-est, fino ad arrivare all’altezza delle Tremiti. Durante la navigazione verso Santa Maria di Leuca, il vento è calato e a sud della costa pugliese, Riccardo e Obportus sono rimasti bloccati nella bonaccia per una giornata intera.
“Dopo aver attraversato la Puglia, ci siamo imbattuti in un sistema di bassa pressione. Si è trattato di una situazione complessa poiché il vento proveniva da sud-est, ma successivamente ha girato e si è intensificato da nord-est. Quindi, mi sono ritrovato ad affrontare onde formate, ancora provenienti da sud e vento contrario. La barca sbatteva parecchio benché corresse molto. Questa situazione mi ha consentito di raggiungere rapidamente lo stretto di Messina.”
Riccardo ha navigato con venti leggerissimi lungo tutta la costa della Sicilia e ricorda questo momento come “un’agonia”. Ma passata la Sicilia, Obportus è stato sospinto da un bel vento da est-sud-est, che poi si è stabilizzato da est.
“Ho issato lo spi grande, all’altezza delle Egadi, e l’ho ammainato all’altezza della Baleari. Abbiamo percorso 230 miglia in 24 ore, con quasi 10 nodi di media, una bella velocità!”, racconta Riccardo, entusiasta per quella piacevole navigazione.
Sulla sua rotta, vicino alla costa siciliana, Riccardo ha incrociato anche l’Ocean Sentinel, una nave dell’Unione Europea che attua delle missioni di monitoraggio, controllo e sorveglianza della pesca. L’Ocean Sentinel garantisce una pesca responsabile e regolare sulle nostre coste e offre supporto anche alle attività dei pescatori maltesi e gozitani per un maggiore accesso al pesce fresco, a prezzi più sostenibili.
Arrivando vicino a Cartagena, a sud della Spagna, il mare di Alborán ha riservato a Riccardo e Obportus un vento contrario fino ad Estepona. Tirando bordi di bolina, hanno navigato sotto costa per evitare l’onda formata. Riccardo e Obportus, superando queste sfide, hanno finalmente raggiunto Estepona, completando così le 2000 miglia necessarie per la qualifica alla Global Solo Challenge.

Estepona sosta tattica, ma non per riposare. “Ho contattato l’organizzazione per verificare se la mia qualifica era valida e mi hanno confermato che avrei potuto fermarmi, se avessi voluto. Non avevo bisogno di fare una pausa, ero soltanto molto stressato a causa dei recenti attacchi di orche segnalati al largo di Gibilterra. Solo quattro giorni prima, c’era stato un incidente in cui una barca era stata attaccata e le orche avevano distrutto completamente il timone. Era quasi affondata. Mi avevano detto che, in caso di attacco delle orche, era possibile lanciare della sabbia per dissuaderle, anche se non ero sicuro se questa fosse una soluzione efficace. Pertanto, ho deciso di fare una sosta per raccogliere un secchio di sabbia, nel caso avessi avuto bisogno di utilizzarla.”
Obportus, come tutti i Class 40, è dotato di due timoni stagni separati. Se delle orche dovessero danneggiare uno dei timoni, l’acqua non entrerebbe nella barca. A differenza delle imbarcazioni tradizionali, dove i danni al timone potrebbero causare l’affondamento, questa caratteristica offre una maggiore sicurezza e stabilità in situazioni di potenziali collisioni con animali marini o con oggetti flottanti.
“Dopo essere partiti da Estepona, abbiamo continuato a navigare con vento da est. All’inizio, per circa 25 miglia, abbiamo navigato di bolina larga, traverso fino a Gibilterra. Successivamente, per il passaggio dello stretto, il vento è aumentato sui 20/25 nodi. È stata un tratto un po’ lungo, circa 15 miglia, con tante manovre tra le navi e tensione per il traffico marittimo intenso.”
Riccardo passa le mitiche Colonne d’Ercole ed entra in Oceano Atlantico. Il vento cala e continua a essere contrario. Sempre in stato d’allerta per l’emergenza orche, lo skipper si allarma nell’avvistare delle pinne in lontananza: “Alla fine erano dei delfini e ho tirato un sospiro di sollievo. Ma ero già pronto con il mio secchio di sabbia… che poi chissà se funziona?”
Tosetto naviga ancora facendo bordi di bolina fino all’Algarve, nella parte meridionale del Portogallo. In questa zona, la probabilità di incontri con le orche diminuisce e la navigazione diventa più tranquilla.
Durante tutto il tragitto in Portogallo, Obportus affronta un flusso di vento stabile di 10/15 nodi proveniente da nord, quindi naviga ancora di bolina, fino a raggiungere il Finisterre, in Spagna.
“Durante la qualifica e il trasferimento ho avuto modo di sperimentare veramente tutte le condizioni meteorologiche. L’ultima notte prima di arrivare a La Coruña ero immerso nella nebbia. Una nebbia fitta e densa che mi ha tenuto sveglio a controllare il radar tutta la notte. Penso sia una delle condizioni più complesse. Al mattino, la nebbia si è diradata e verso mezzogiorno Obportus era ormeggiato al Marina de La Coruña. Obportus ha confermato il suo nome, dato dai primi proprietari, che significa tornare a buon porto, inteso anche come porto opportuno, di buon auspicio,” ricorda lo skipper.

Riccardo, grazie al feedback avuto durante la qualifica, pensa di effettuare alcune piccole migliorie a bordo di Obportus. Tra le modifiche previste, ci sarà una nuova randa per sostituire quella attuale, che mostra segni di stanchezza; l’ottimizzazione del comfort dello skipper soprattutto nella parte ergonomica per dormire e la sistemazione dell’attrezzatura e delle vele a bordo per semplificare le manovre. Queste modifiche contribuiranno a rendere Obportus ancora più performante e confortevole per le prossime avventure.
“Non ho riscontrato grandi problemi o rotture durante la qualifica. Un cavetto di dyneema che collegava il boma alla scotta della randa si è tagliato perché si è pizzicato sulla mano di terzaroli; la giunzione dello stick di un timone che non avevo ancora sostituito si è rotto e un tappo dei ballast è da rifare. Piccoli dettagli: importante è imparare dagli errori e prestare sempre attenzione alla corretta manutenzione dell’attrezzatura, specialmente durante il viaggio impegnativo che ci attende.”
Nel complesso, Tosetto ho notato un’ottima affidabilità generale e una buona facilità nel cambio delle vele e nelle manovre, ad eccezione della gestione della randa, dove sono necessari alcuni miglioramenti per issarla.
La qualifica per lui è stata “un momento entusiasmante e adrenalinico. Provavo sia una sensazione di “euforia” per essere di nuovo in mare sia ero teso e preoccupato perché, a causa dei miei impegni lavorativi, non potevo permettermi dei ritardi e delle rotture.”
Queste quasi tremila miglia percorse sono state un buon allenamento anche per la gestione del sonno, ben riuscita tranne in alcuni passaggi chiave, come lo stretto di Gibilterra e l’ultima notte di nebbia prima dell’arrivo a La Coruña, che sono stati particolarmente sfidanti.
“Ho gestito bene il sonno con ritmi regolari e, al bisogno ho affrontato bene gli imprevisti mentre dovrò curare di più l’alimentazione durante il giro del mondo. Non avevo programmato dei pasti regolari e in alcuni momenti sentivo un calo di energia. Spero soltanto che il traffico in oceano sia diverso da quello in mediterraneo, perché a volte sembrava di essere in autostrada.”
Lo skipper italiano ha vissuto bene la solitudine, anche grazie alla possibilità di comunicare a terra con una buona cadenza. “Un messaggio, scambiare due parole, ti fanno sentire accompagnato sia nell’impresa che personalmente. È un aspetto che terrò in considerazione anche per il giro del mondo. Naturalmente per questo tratto non abbiamo attivato la telefonia satellitare, per un fatto economico. Poi, alla GSC, ci saranno tutti i mezzi per vedermi e comunicare con una certa regolarità. Al largo del Portogallo per tre giorni non ho potuto comunicare e mio papà ne sentiva già la mancanza.”

Altri incontri in mare che Riccardo ha registrato: “Tre uccellini sono saliti a bordo con me. Uno in Adriatico, e uno è stato tantissimo a bordo e l’ho portato dalla Sardegna alle Baleari e il terzo mi ha raggiunto in Portogallo. Ho scattato delle belle foto e sono riuscito anche a tenerli in mano. Mi hanno tenuto compagnia, è stato un piacevole diversivo.”
Dopo una settimana di lavori Riccardo, aiutato dalla compagna Valeria, ha lasciato in perfetto ordine Obportus. Ora appuntamento ad ottobre per vedere questo splendido binomio alla partenza della Global Solo Challenge, pronti per il viaggio tanto faticato e sognato.