Quali sono le caratteristiche degli alisei?

Con le barche e gli skipper immersi nell’Atlantico del sud dopo essersi lasciato l’equatore alle spalle e con Fernando de Noronha in prua, ci saranno molte miglia da navigare con gli alisei da sud-est, e molto tempo per pensare – alla barca, al mare, a se stessi: in questo mondo che vogliono girare, quali sfide dovranno affrontare?

La conoscenza dei modelli meteorologici globali che governano i vari oceani sarà senza dubbio un argomento che gli skipper iscritti alla Global Solo Challenge (GSC) avranno approfondito molto.

Gli oceani principali sono l’Atlantico, l’Indiano, il Pacifico, l’Artico e l’Antartico. Due di questi, l’Atlantico e il Pacifico, condividono alcune caratteristiche climatiche. Così come l’Oceano Indiano, almeno nella sua parte meridionale.

 

Per quanto riguarda i naviganti della GSC, saranno principalmente soggetti ai venti occidentali degli oceani del sud e alle varie zone climatiche dell’Atlantico sia nell’emisfero boreale che in quello australe.

Ma restando nel momento in cui si trovano in Atlantico, saranno concentrati sugli alisei che li accomagnano e su ciò che rimane dell’Atlantico davanti a loro. I pensieri per l’Oceano Indiano e Pacifico vengono rimandati a un secondo momento. Ora in Atlantico c’è molto altro a cui pensare.

L’Atlantico è diviso in zone climatiche a seconda della latitudine. Quella più settentrionale è un’area di venti occidentali; appena sotto questa una zona di venti variabili; ancora più in basso la fascia degli alisei da nord-est. A sud di questa c’è la cosiddetta Zona di Convergenza Intertropicale (ITCZ, o doldrums come è storicamente nota). Scendendo comincia l’area degli alisei da sud-est, e ancora a sud si trova un’altra zona di venti variabili.

 

Ci sono due estesi e stabili anticicloni in entrambi gli emisferi di questo oceano, quello delle Azzorre nel nord e quello di Sant’Elena nel sud, da cui vengono generati gli alisei.

L’anticiclone delle Azzorre ruota in senso orario, creando venti da nord-est nell’emisfero boreale; quello di Sant’Elena, che ruota in senso antiorario, crea invece gli alisei da sud-est nell’emisfero australe.

Gli yacht della GSC, dopo aver lasciato La Coruña, navigheranno nella zona dei venti variabili, scenderanno verso gli alisei nordorientali, attraverseranno la ITCZ, e l’equatore, fino a raggiungere la zona degli alisei sudorientali. Dovranno avvicinarsi a Fernando De Noronha al largo del Brasile, virare e fare rotta verso Tristan da Cunha, entrando nell’area dei venti variabili dell’emisfero meridionale, e quindi puntare verso capo di Buona Speranza. Una volta oltrepassato il capo, si saranno lasciati alle spalle l’Atlantico.

 

Una parte importante del giro del mondo dei partecipanti alla GSC, forse la parte più piacevole in termini di comodità di navigazione, è proprio quella nella zona degli alisei.

Gli alisei vennero battezzati dagli inglesi “Trade Winds”, che letteralmente significa ‘venti del commercio’ in quanto avevano permesso la creazione di rotte commerciali storiche usate dai meravigliosi velieri del passato.

Il confine tra la zona degli alisei e quella di convergenza intertropicale si sposta verso nord e verso sud, cambiando la dimensione di queste aree e la loro latitudine. Questo movimento è dovuto alle diverse posizioni che il sole occupa nel corso dell’anno.

 

La meteorologia degli alisei consiste di norma in venti stabili di forza 4/5 Beaufort; è raro, ma non improbabile, che questi venti possano aumentare fino a forza 7. Il cielo di solito è sereno con formazioni di nuvole all’orizzonte, le temperature sono miti e la pressione atmosferica stabile, con una lieve marea barometrica ogni 12 ore – se il barometro oscilla fino a livelli più pronunciati o si ferma è segno dell’approssimarsi di una tempesta tropicale.

E’ sempre piacevole per una barca a vela essere accompagnata da questi venti, non solo per la loro regolarità e per il clima che li caratterizza, ma anche perchè spesso sono favorevoli e conducono l’imbarcazione sulla rotta seguita. Sarà una parte del viaggio molto apprezzata, e ogni skipper cercherà di accumulare il maggior vantaggio possibile sul lungo percorso per arrivare al termine della GSC.