Come superare l’anticiclone di Sant’Elena?

Una volta che i partecipanti alla Global Solo Challenge (GSC) avranno raggiunto la latitudine di Fernando de Noronha, imposteranno la rotta a circa 155°, puntando in direzione dell’isola di Tristan da Cunha, situata a una distanza di circa 2200 miglia a 37°06’S e 012°18’W.

Durante questa lunga traversata, gli skipper della GSC dovranno mettere in campo le loro migliori strategie meteo per sfruttare i venti prevalenti il più possibile.

Le condizioni meteorologiche cambiano in modo significativo nel corso del viaggio. Gli alisei li accompagneranno fino a circa 24°S, dopo l’isola di Trinidad (20° 27’S – 029° 20’W). Quindi entreranno nella zona di clima variabile, dove la loro capacità di navigare con poco vento sarà messa alla prova ancora una volta.

 

Di solito il limite meridionale degli alisei da sudest è lungo una linea immaginaria tra l’isola di Trinidad e Capo di Buona Speranza.

La posizione dell’anticiclone di Sant’Elena varia tra le latitudini 22° -25° S e 30° -32° S. Un’area variabile che si estende a sud della fascia degli alisei nordorientali. Nel corso dell’anno il suo movimento dipende dal sole: in gennaio è al suo limite meridionale, in luglio a quello settentrionale.

Queste latitudini, conosciute come ‘latitudini dei cavalli’, sono caratterizzate da venti leggeri e mutevoli e da bonacce.

I racconti dei marinai imbarcati sulle grandi navi del passato presentano diverse possibili spiegazioni al soprannome di questa zona. La versione più accreditata, e più logica, sembra essere quella secondo cui, impossibilitati a navigare per giorni interi per la mancanza di vento e quindi privi di rifornimenti, i marinai non avevano altra scelta che gettare in mare i cavalli per risparmiare le riserve di acqua.

Da un punto di vista meteorologico, anche la zona di convergenza nell’Atlantico meridionale (SACZ) merita una segnalazione speciale. E’ caratterizzata da una monsone di bassa pressione che raggiunge il suo apice durante la calda stagione. Di solito si estende in direzione NO-SE lungo il sudest del Brasile e l’Atlantico sudoccidentale. La SACZ è un asse allungato di nuvole, precipitazioni e venti convergenti.

Dopo settimane in mare, avendo percorso migliaia di miglia e stabilito una buona routine mentale e organizzativa nella navigazione da soli, gli skipper della GSC potranno approfittare di questo viaggio verso il “profondo sud” per rivedere, riparare, aggiustare, sistemare, migliorare… tutto ciò che a bordo, nella lunga strada percorsa, sia stato compromesso, inclusi se stessi!

Avranno davanti a loro per lo più bel tempo prima di iniziare a mettere vestiti più caldi quando le depressioni porteranno temperature più basse.

Questo viaggio, dal caldo di Fernando de Noronha al freddo di Tristán da Cunha, terrà sicuramente i concorrenti impegnati da un punto di vista tattico come tecnico e mentale. Dovranno preparare la propria barca per le condizioni estreme che li aspettano. Dovranno avere chiaro che il peggio deve ancora venire, e che la forza mentale e fisica è uno degli strumenti più importanti per superare le difficoltà future.