Bernard Moitessier, l’uomo, il navigatore e l’Onda del destino

Il grande navigatore e scrittore Bernard Moitessier è un mito della vela, pioniere della navigazione in solitaria e grande scrittore. Scorrendo la sua biografia si intravvede un’Onda del destino che varie volte lo investe, distruggendo barche, amori e sospingendolo a vagabondare per il mondo.

Solo alla fine, nell’ultimo tentativo “Tamata” (in polinesiano “tentare”) riesce a trovare l’Alleanza con gli elementi e la pace nel suo spirito inquieto. L’Onda divenuta gentile può così sospingerlo con l’animo alleggerito e il perdono degli spiriti della sua terra natale nell’Ultimo viaggio.

Bernard Moitessier vagabondo dei mari, navigatore solitario e soprattutto scrittore ha fatto sognare generazioni di velisti con i libri che raccontano le sue avventure. Una vita inquieta vissuta sempre alla ricerca di nuove sfide, nuovi orizzonti, nuovi oceani, nuove barche e nuove donne.

Bernard Moitessier - l’uomo, il navigatore e l’Onda del destino
Bernard Moitessier – l’uomo, il navigatore e l’Onda del destino – The wave © SaraStocchi – pasta modellante e acrilico su tavola

Il suo viaggio inizia nel ventre materno, come scrive lui da “embrione inconsapevole”, quando i giovani coniugi Moitessier decidono di lasciare la Francia nel 1925. Il padre fresco di studi in Commercio e la madre con tele e pennelli si trasferiscono in Indocina, ad Hanoi dove nasce il primogenito. Dato a balia ad una indigena, Bernard si immerge nella natura vergine e nella cultura pervasa di spiriti e rituali. La sua prima infanzia mette le basi di quell’Alleanza con la natura di cui parla nei suoi libri e che mai lo abbandonerà.

In età scolare si fa cacciare da tutte le scuole, attirato più dal richiamo della natura circostante che dai libri. Quindicenne approda infine all’Istituto Industriale di Saigon e alla Scuola Agraria di Ben Cat dove apprende le nozioni tecniche che gli serviranno in barca.

Moitessier: La navigazione e l’Onda

La navigazione entra nella sua vita in modo naturale: inizia a veleggiare nel golfo del Siam sulle giunche dei pescatori. Racconta nei suoi libri l’esperienza avuta a 13 anni con il padre di un amico, suo primo mentore del mare. Una tempesta li aveva sorpresi lontano dall’approdo e attendevano sottovento all’isola di Hon Non Tai che si esaurisse. Dopo una settimana all’ancora stavano rientrando al villaggio e un’onda anomala e imprevista li sorprende e li costringe a passare ore a svuotare la barca.

Bernard Moitessier - Giovane ed irrequieto
Bernard Moitessier – Giovane ed irrequieto

Bernard impara dal pescatore una prima grande lezione che sarà profetica per tutta la sua vita. « Subito dopo il cattivo tempo , si pensa che tutto sia tornato normale, ci si sente felici e si tende ad abbassare la guardia. È allora che, un’ultima grande Onda può sorgere dal nulla e affondare la barca in un attimo. Fu così che l’antenato del padre di Kieu fu tratto in inganno. Se quel giorno non fosse intervenuto il delfino, per lui sarebbe stata la fine, come oggi è mancato poco che succedesse a noi ».

Quell’Onda tenterà per tutta la vita di sorprendere Moitessier, affondando le sue barche, lasciandolo senza soldi sulle spiagge e scandendo sempre nuovi finali ed inizi. Il Delfino, la sua forza interiore e il suo coraggio, però lo terrà a galla e lo salverà sempre.

La prima traversata

A ventidue anni, nel 1947, decide di partire definitivamente e lasciare l’attività commerciale di export di famiglia e la casa paterna. Il vero battesimo della navigazione d’altura, dopo una piccola attività di cabotaggio commerciale, avviene nel 1951 con l’amico Pierre Deshumeurs.

I giovani avventurieri armano un ketch di 12m, vecchio e malandato, lo Snark e partono per una traversata tra Indocina e Indonesia, toccando Singapore. Un rocambolesco viaggio che si conclude con l’affondamento della barca consumata dalle teredini ma rafforza in Bernard la voglia di scoprire e navigare ancora.

Bernard Moitessier - Il viaggio di Snark
Bernard Moitessier – Il viaggio dello Snark

Inizialmente scrive solo dei diari di bordo per registrare i meri eventi, ma con la lettura di autori contemporanei sviluppa un grande talento narrativo. Le tappe della vita e del duraturo connubio tra Moitessier, le barche ed il mare sono scandite dai suoi libri:

La notorietà

Moitessier raggiunge l’Europa e la notorietà dopo i 33 anni, quando reduce dai naufragi delle sue prime barche cerca rifugio e pace. Tenta di conformarsi alla vita occidentale: lavora come rappresentante per una casa farmaceutica e trova una compagna e molti amici.

Non abbandona però i sogni di mare: elabora il progetto di una barca in acciaio, solida e sicura, che fa disegnare da Jean Knocker. Le attrezzature per la costruzione e lo scafo vengono fornite dal cantiere Meta di Jean Fricaud che spinge Bernard anche a scrivere e pubblicare.

Bernard Moitessier - In navigazione
Bernard Moitessier – In navigazione

Nel 1961 la svolta, un doppio matrimonio attende Moitessier: con Françoise de Cazalet e con Joshua, in onore di Slocum, la sua nuova barca. Prosegue in parallelo la passione per le due, Bernard decide di intraprendere un viaggio di nozze speciale con Françoise verso Tahiti, a bordo di Joshua.

L’Onda lo porta a non navigare più da solo a vista ma con nuovi obiettivi e nuovi orizzonti da condividere. La barca viene armata con economiche ma robuste attrezzature: ricava ad esempio gli alberi da pali del telegrafo, inizialmente ha poche vele ma non verricelli.

Il viaggio di nozze

Dopo un paio di stagioni in Mediterraneo a fare scuola vela, nel 1963 Moitessier salpa con Françoise per una grande avventura. Joshua li accompagna fedele dalle Canarie alla Martinica, dal Canale di Panama alle Galapagos, dalle Isole Marchesi a Tahiti.

Bernard inizia a riflettere su quanto sia diversa la vita in mare e a terra:

« Credevo d’essere un solitario perché non concepivo che si potesse navigare altrimenti che da soli. Mi accorgo adesso di come la solitudine in mare possieda colori intensi, violenti talora, ma sempre caldi. Non hanno niente in comune con quella specie di grigiore, di vuoto totale che tocca a una persona senza compagni. Immerso tra una folla indifferente che va sempre di fretta. »

Bernard Moitessier - Joshua 1963-1966
Bernard Moitessier – Joshua 1963-1966

La vita di mare continua ad esercitare un forte richiamo su Moitessier a discapito delle convenzioni e ritmi della vita a terra. Le sue scelte saranno condizionate in futuro da queste lunghe navigazioni senza scalo, in cui il navigatore si sente integro e al posto giusto. Come uccelli d’alto mare Bernard e Françoise si sentono parte della comunità di altri vagabondi dei mari che incontrano nel loro viaggio.

“Dammi vento e ti darò miglia”

Arrivati a Tahiti, dopo otto mesi di navigazione tranquilla tra le isole i due coniugi sentono l’urgenza di tornare in patria. Françoise ha lasciato in Francia i tre figli avuti dal primo matrimonio e Bernard le aveva promesso di non stare troppo lontani da loro. Un’idea folle prende forma ancor prima di passare il canale di Panama: il navigatore voleva tornare via Capo Horn.

Bernard Moitessier - Riparazione di una vela in navigazione
Bernard Moitessier – Riparazione di una vela in navigazione

Joshua stessa lo incoraggia e sussurra da prua al suo comandante. « Sono una buona barca, ma non sbagliare la strada, dammi vento e ti darò miglia, migliaia di miglia». Come racconta Moitessier nel suo libro “Capo Horn alla vela”.

Il 23 novembre 1965 partono da Moorea alla volta di Gibilterra convinti a seguire la “rotta logica” ma non scontata. Percorrono 14000 miglia senza scalo, in quattro mesi tra le burrasche delle alte latitudini e onde gigantesche e anche Joshua mantiene la promessa. La storia ricorderà l’impresa di Bernard ma anche quella di Françoise, prima donna, senza esperienze precedenti, a doppiare Capo Horn.

Françoise Moitessier - 60000 milles à la voile di Françoise Moitessier
Françoise Moitessier – 60000 milles à la voile di Françoise Moitessier

Il giro del mondo in solitaria e “La lunga rotta”

Rientrato a casa questa volta sull’Onda del successo e della gioia, fatica però a ricominciare la vita di terra. « Sento una voglia terribile di ritornare a vivere sull’acqua”, confessa quasi giustificando le decisioni che prenderà in seguito.

Bernard Moitessier - Joshua
Bernard Moitessier – Joshua

Costretto dalle condizioni economiche sempre precarie, scrive di getto “Capo Horn alla vela”, il resoconto del loro splendido ed incredibile viaggio di nozze. Ma nemmeno l’ammirazione del pubblico lo conforta, anzi si sente un “traditore” a monetizzare i ricordi della sua anima.

Moitessier e la Golden Globe Race

Progetta per Joshua una nuova sfida, mai tentata prima: un giro del mondo senza scalo doppiando i grandi capi (Buona Speranza, Leeuwin e Horn). Nello stesso anno, nel 1968 The Sunday Times annuncia la regata Golden Globe Race che coincide esattamente con il progetto di Moitessier. Una regata in solitaria intorno al mondo, senza scalo con partenza da un qualsiasi porto in Inghilterra, doppiando i tre capi e ritorno.

Francis Chichester - Gipsy Moth IV
Francis Chichester – Gipsy Moth IV

Indeciso se degradare la sua sfida ad una prova sportiva, alla fine accetta il retto e parte il 22 agosto da Plymouth. Finalmente solo in mare ritrova se stesso: « Le gioie del marinaio sono semplici come quelle dei bambini.”, commenta Bernard. Joshua è una compagna fedele che lo segue nella sua corsa, tanto che doppiati i tre capi Moitessier si trova in testa. Supera anche Robin Knox-Johnston che era partito un mese prima di lui.

La lunga rotta

Ma qualcosa scatta in Bernard, la mano sul timone gira e punta di nuovo su Capo di Buona Speranza e oltre, verso Tahiti. Rinuncia alla vittoria sportiva, al premio di 5000 sterline per il viaggio più veloce e al trofeo d’oro per il primo arrivato. Al resto del mondo giustifica con queste parole la sua scelta. « Proseguo senza scalo verso le isole del Pacifico, perché sono felice in mare e forse anche per salvare la mia anima ».