Lo Skipper

GBR

Nazionalità

tba

Data di partenza

Boat: #VisitNovaScotia (Finot-Conq Open 60)

Vive a: Lunenburg, Nova Scotia, Canada

Nato nel: 1977

Miglia navigate: 340.000+

Stato: Provisional Entry

Da dove viene la tua passione per la vela?

Sono andato per mare per la prima volta sul vascello ‘Ji Fung’ alla Hong Kong Outward Bound School nel 1996. Da lì è nato in me un sentimento intenso e un profondo rispetto per la libertà, per la fatica fisica e per l’agilità mentale necessarie per solcare gli oceani, e scommetto che non mi abbiano mai abbandonato.

Ho navigato al comando di equipaggi e in solitario per tutto il mondo, e quando le cose si mettono male – come di fatto succede – mi ritrovo ancora a entusiasmarmi per la mia capacità di risolvere i problemi lontano dalla terra, là dove le mie decisioni e solo quelle determinano il risultato.

Che lezioni hai imparato dalla vela?

Ho imparato molte cose dalla vela, alcune molto basilari e legate direttamente a quest’ambito – come le strategie di regata in oceano, il cambio dello spinnaker alle 4 del mattino sul ponte sbandato, lo smantellamento e il riassemblaggio di un alternatore.

Oltre a queste sfide quotidiane del regatante, ho imparato la tenacia in condizioni fisiche impegnative, la resistenza mentale di fronte alle situazioni di forte stress di una regata che va avanti per settimane, l’equilibrio emotivo nell’affrontare la privazione del sonno e soprattutto il saper apprezzare le piccole cose della vita: un pasto insieme agli amici, il caldo sole sulla faccia e le risate e le grida eccitate di mio figlio.

Cosa ti ha portato ad amare la vela in solitario?

Mi piace l’indipendenza, mi piace che, qualsiasi sia il risultato, sia dipeso da me. Mi piace la fisicità dei lavori a bordo, la diversa natura di ogni giorno in mare quando da navigatore divento meccanico, scrittore, elettrotecnico, cuoco, o come spesso succede mi trovo a pensare al nostro bambino stando solo seduto a guardare le onde dei mari del sud.

Ma soprattutto, mi affascina l’idea che dopo anni trascorsi nella più estrema prudenza, gareggiando insieme a dilettanti a bordo di barche che dovevo continuamente tenere a freno, facendo attenzione e tenendo a mente la mancanza di esperienza dei miei compagni – ecco che all’improvviso posso portare da solo la mia barca fino al massimo delle sue prestazioni e godermi la corsa.

Cosa ti ha spinto ad iscriverti a questo evento?

Kevin Le Poidevin che ha partecipato alla GSC 2023-2024 è uno dei miei supporter Patreon più fidati – è stato il suo coinvolgimento nella regata che mi ha messo la pulce nell’orecchio. Da lì in poi credo che a tirarmi in mezzo sia stato il format di una gara all’inseguimento e la chiara consapevolezza che con Falcon sarei stato nell’ultimo gruppo e quindi avrei avuto un sacco di barche davanti a me da raggiungere. E’ una sfida elettrizzante e unica che sono sicuro mi impegnerà al massimo fino alla fine della prova.

Come intendi prepararti per questo evento?

La barca è praticamente pronta, ha bisogno di nuovo sartiame, magari di una nuova randa e di sicuro di una serie di piccoli interventi e lavoretti da fare. Voglio documentare i preparativi su un podcast, sul mio canale YT e sulla mia piattaforma Patreon, in modo da condividere quest’esperienza con un pubblico il più vasto possibile e attirare sponsor per il sartiame e la randa.

Quale credi sarà la più grande sfida?

Secondo me le sfide più impegnative nella vela d’altura sono (non in quest’ordine): capacità di regolare le prestazioni in funzione della durata dell’attrezatura, capacità nel riparare la barca e continuare la corsa, capacità di mantenere l’equilibrio mentale nonostante la mancanza di riposo, e la capacità di restare concentrati su un obiettivo senza demordere anche a mesi dal suo conseguimento.

Parlaci della tua barca o di quella che vorresti avere.

Falcon è un Open 60 progettato per uno scopo specifico – vincere le regate in cui è prevista una navigazione di bolina. Di solito orzare è kryptonite per gli Open 60 dalla poppa squadrata e il fono piatto. Falcon è invece molto resistente in virtù degli oltre 300kg di fibra di carbonio realizzati per questa andatura, e al momento si dimostra più veloce della sorella ‘Spartan’ (ex Fila) che ho portato in solitaria intorno al mondo nel 2010/11.

Falcon detiene il record di 438 miglia su 24 ore del 2000 per la distanza in solitaria.

Falcon ha una chiglia fissa, che è insolita su un Open 60, e enormi ballast. Questo lo ha resa una potenza nei primi 2000, con il primo skipper Dominic Wavre classificato 5° e 4° alla Vendée Globe (2000 e 2004) olte a un 2° posto, con il secondo skipper Kojiro Shiraishi, alla Velux 5 Oceans del 2006.

Intendi legare questa tua sfida personale ad una causa sociale?

Quando abbiamo fatto la Velux 5 Oceans il pensiero era rivolto alla sostenibilità, all’inquinamento degli oceani e all’energia rinnovabile; penso che sia impossibile non trattare questi argomenti quando si parla di vela offshore.

Nonostante tutto voglio promuovere la zona in cui vivo qui in Canada, che è economicamente e socialmente depressa ma che ancora conserva una fantastica tradizione marittima che sono sicuro il pubblico delle regate saprà apprezzare. Non ho ricevuto alcun contributo dalla provincia della Nuova Scozia, ma mostrerò con orgoglio i loro colori sul mio scafo.

Esperienza di vela

Regate offshore: C600 (7 volte), A2B Race (3 volte), Newport Bermuda (3 volte), Fastnet (3 volte), RORC Transat (3 volte), China Sea Race (3 volte), HK-Vietnam Race, Middle Sea Race, ARC Transat, Clipper RTW Race 2009-10, Velux 5 Oceans Race 2010-11.

34 traversate atlantiche.

La barca

Numero Velico: 902

Progetto: Finot-Conq Open 60

Anno: 1999

LOA: 60ft

Dislocamento: 9500 kgs

Invelatura di bolina: 340m2

Invelatura alle portanti: 600m2