Frédéric Switala: il guerriero per “Pure Ocean”

©Frédéric Switala

Un “navigatore artigiano”, una barca dall’anima di guerriero “Man of War” e la missione di ambasciatore sportivo della fondazione Pure Ocean che sostiene progetti scientifici innovativi per la salvaguardia della biodiversità degli oceani. Questi sono i capisaldi del progetto di Frédéric Switala, skipper francese sulla cinquantina, che ha fatto della vela non solo una grande passione ma anche un lavoro. 

“Ho scoperto la vela nel Mare del Nord con uno zio che lavorava al cantiere Wauquiez. Aveva costruito la sua barca in cantiere, parallelamente al suo lavoro. Il suo obiettivo era partire verso la Polinesia. I miei primi passi nella vela sono stati su una barca abitabile. Allo stesso tempo, ascoltavo alla radio i programmi di Antoine (ndr, Pierre Antoine Muraccioli), cantante e navigatore che raccontava i suoi viaggi in giro per il mondo. Mi ha fatto sognare.” 

La sua famiglia si trasferisce a Marsiglia. Frédéric e suo padre possono così praticare più assiduamente la vela. La prima crociera in famiglia verso la Corsica è la rivelazione della vela d’altura. Nei primi anni ’90 compra la sua prima barca da crociera. Nel 2010, Switala realizza il suo primo sogno, una traversata dell’Atlantico in solitario: partenza da Port Camargue, tappa alle Canarie e arrivo in Martinica.  “Il viaggio non è stato proprio com’è descritto nei libri. Si immagina di avere degli Alisei costanti e fare una lunga planata in venti portanti. Invece, ho passato i primi dieci giorni di bolina e il resto in vento variabile, gli Alisei non si erano ben installati. In alcuni momenti mi sono chiesto cosa ci facessi là. Ma poi sono entrato in simbiosi con la natura e la barca, i ritmi di vita cambiano. In totale la traversata dalle Canarie alla Martinica è durata 27 giorni. Mi è piaciuto e avrei potuto navigare in solitario ancora per molti giorni.”

©Frédéric Switala

 

In questa occasione vive uno dei momenti più belli della sua vita in mare, “ho incontrato una balena di 8-9 metri che si è messa a giocare intorno alla barca e avrei avuto voglia soltanto di fermare la barca, tuffarmi e nuotare con lei.”

Da passione la vela si trasforma anche in professione. Frédéric lavora per Bénéteau, vende barche da crociera d’altura e ha l’occasione di fare varie traversate con i clienti. Nel 2020, diventa responsabile del cantiere navale della società Meta Yachts Services presso il cantiere Port Navy Service, a Port Saint Louis du Rhône. Gioco del destino, si tratta dello stesso cantiere che aveva costruito per Antoine, il suo idolo di bambino, l’Om, una goletta in acciaio di 14 metri, con la quale il cantante navigatore aveva compiuto un giro del mondo nel 1974.

Oggi Frédéric è pronto a realizzare il suo secondo sogno di bambino il giro del mondo in solitario!

La Global Solo Challenge offre a Switala la possibilità di concretizzare questo giro del mondo. “Sono un marinaio a livello amatoriale con tanta passione e non miro alla notorietà. Sono soltanto determinato a concludere la regata, nella migliore posizione possibile. Ho un approccio molto strutturato che dovrebbe aiutarmi in questo.”

Da quando ha lanciato il suo progetto, Frédéric lavora duramente per essere pronto sulla linea di partenza. Gli piace ricordare le parole di Éric Tabarly, un grande navigatore che l’ha ispirato, “non si può solo dire che si farà ma è importare fare quello che si dice”.

©Frédéric Switala

 

La preparazione

Frédéric dedica due giorni a settimana del suo tempo per la preparazione tecnica dell’imbarcazione. Per allenarsi in navigazione, oltre alle 2000 miglia di qualifica, conta di partecipare a delle regate per poter valutare le prestazioni della barca e per scoprire in mare i punti forti e deboli. Infatti, la regata permette d’ottimizzare una barca controllando una serie di criteri che non è possibile valutare in crociera. 

In progamma, due regate di 100 miglia, una a Marsiglia e l’altra a Port Camargue, e una più lunga la “Mini Max”, da Port Camargue ad Ajaccio e ritorno, per un totale di 500 miglia. 

Quanto allo studio della meteorologia, Frédéric si informa e si documenta. Segue altre regate intorno al mondo, come la Golden Globe Race, il cui percorso e la meteorologia sono simili a quelli che incontreranno i concorrenti della Global Solo Challenge tra un anno. Switala guarda le velocità delle barche e le rotte seguite. Il percorso è mitico e appassionante. 

Frédéric ha sperimentato la gestione del sonno durante le sue precedenti navigazioni in solitario.  Si confronta con altri amici navigatori sulle tecniche di rilassamento, soprattutto del cervello, per resistere nei momenti impegnativi e poter dormire qualche ora al giorno.

Diretto ma riservato Frédéric esita a parlare di sé, “dovresti chiedere agli altri”. Ma, mettendolo sul piano professionale, emerge il navigatore imprenditore, “nella mia vita è come nei miei progetti professionali, riesco a investire tanta energia per completare un progetto e raggiungere l’obiettivo che mi sono prefisso.” 

©Frédéric Switala

 

La barca

Frédéric ha scelto un’imbarcazione del 1985, un Frers 48’ in alluminio che ha una lunga storia. Costruita in Australia, in origine si chiamava Contractor e misurava 44 piedi, poi nel 2007 in Nuova Zelanda è stata allungata e ha cambiato nome in “Man of War”.

“È stato un colpo di fulmine. Man of War è arrivata in Europa con l’America’s Cup, era la barca di uno dei membri di un team. Amo le barche da ragata IOR. Ho navigato molto su barche in alluminio, un ottimo prodotto di costruzione, ecologico e polivalente, e sono convinto della loro sicurezza. Ha tutte le caratteristiche di una barca ad alte prestazioni e versatile in tutte le andature, senza essere estrema ed è solida ed affidabile per navigare intorno al mondo.” Una barca dall’anima di guerriero.

Non sono tanti i cambiamenti apportati al suo mezzo, oltre alle paratie e alle porte stagne, imposte dal regolamento di regata, Frédéric ha cambiato la disposizione degli interni per adattarli alla navigazione d’altura e il piano di coperta per ottimizzarlo per la navigazione in solitario.

Navigherà con una configurazione delle vele classica: solent, trinchetta, randa, gennaker. La barca è stata semplificata per renderla più facilmente manovrabile.

Ambasciatore sportivo

Switala è diventato ambasciatore sportivo e porterà nel suo giro del mondo i valori di Pure Ocean, una fondazione che ha la missione di sostenere progetti innovativi e organizzare eventi pubblici contribuendo alla sensibilizzazione dei fragili ecosistemi marini e alla protezione della biodiversità negli oceani.

Courtesy of Frédéric Switala

 

“Quando ero studente, ho seguito una formazione scientifica. Credo fermamente che i progetti scientifici possano portare un grande valore nella conoscenza e consapevolezza dei problemi legati all’ecosistema marino. Ho viaggiato in Polinesia, e ho visto quanto sia importante informare le persone affinché rispettino il mare e la natura.”

Infatti, tra gli episodi vissuti in mare, Frédéric ricorda l’avvistamento di una boa cardinale alla deriva, durante la traversata atlantica di ritorno in Europa, nel 2012. “Ero esterrefatto, mi sono chiesto: dovo sono? L’immondizia in mare proviene dall’uomo e dalla sua attività. Smettiamo di soffocare il mare gettando i nostri rifiuti!”

Il team

Un’agenzia di comunicazione, “Albert, L’Amicale Créative”, accompagna Frédéric in questa impresa e si occupa dei suoi socials e del sito. Switala conta anche sull’appoggio di altri partner come Meta Yachts Services, Port Navy Service, Pôle Nautisme Mer & Développement. Continua la ricerca di altri sponsor per completare il suo budget e la sua preparazione.

In barca, oltre a tutti i regali di amici e parenti, c’è già il portafortuna di un amico giapponese, una bandana bianca con un cerchio rosso. Frédéric non esiterà ad indossarla per combattere come un vero guerriero per realizzare il suo grande sogno.