La GSC collabora con l’International Association of Cape Horners (IACH)

Sir Robin Knox-Johnston presenta lo skipper Jean-Luc Vand Den Heede, vincitore della Golden Globe Race, con il guidone della IACH al suo rientro a Les Sables-d’Olonne, febbraio 2019. @PPL Photo Agency

Gli organizzatori della Global Solo Challenge annunciano con orgoglio la collaborazione con la prestigiosa International Association of Cape Horners (IACH). L’Associazione gestisce un registro dei marinai che hanno doppiato Capo Horn, in solitaria o in equipaggio, dopo una navigazione senza scalo di almento 3000 miglia nautiche e che abbia oltrepassato la latitudine di 52°S nell’Oceano Pacifico (o Indiano) o nell’Atlantico, senza l’uso di motore.

La storia delle associazioni che celebrano le donne e gli uomini che hanno passato il leggendario Capo risale al 1937. Il loro scopo era quello di “promuovere e rafforzare il legame cameratesco che unisce in un unico corpo quelle donne e quegli uomini che si sono distinti per aver doppiato a vela Capo Horn.

Capo Horn, conosciuto anche come l’Everest dei Mari, è uno dei tre grandi capi che i partecipanti alla Global Solo Challenge dovranno passare per portare a termine la loro navigazione in solitaria, senza scalo e senza assistenza. Capo Horn in Cile, a sud dell’isola di Ushuaia, è il punto più meridionale che i velisti della GSC dovranno attraversare nella loro corsa dall’Europa, dopo aver doppiato Capo di Buona Speranza in Sud Africa e Capo Leeuwin in Australia.

La IACH conserva un registro che conta circa 1850 marinai che hanno passato Capo Horn durante una circumnavigazione in equipaggio, 150 in solitario con scalo e solo 180 in solitario senza soste. I velisti della GSC che doppieranno con successo Capo Horn si aggiudicheranno l’iscrizione alla IACH.

Doppiare Capo Horn è un’esperienza indimenticabile e un risultato degno di riconoscimento. L’ammissione alla IACH, comunque, non è soltanto una medaglia,” ha affermato Marco Nannini, promotore della Global Solo Challenge, “ma un’opportunità unica di entrare in contatto con una ristretta cerchia di velisti che la pensano allo stessa maniera.

Ashley Manton, Presidente della IACH, che ha partecipato a bordo di Adventure e di Great Britain II alla Whitbread RTW del 1977/78, ha commentato:”Siamo lieti di annunciare oggi il sodalizio con la Global Solo Challenge 2023-24, in cui gli sforzi degli skipper per circumnavigare il mondo passando dal famigerato Capo Horn si sposano alla perfezione con lo spirito di molti dei nostri membri. Offriamo il nostro pieno supporto e sostegno a questo straordinario impegno.

Archie Fairley, Segretario della IACH – Norwich Union Global Challenge 2000-2001 – ha aggiunto: “Siamo entusiasti di essere partner della Global Solo Challenge. Lo spirito corinzio della IACH e di questa corsa, che prevede il passaggio da Capo Horn, è molto in sintonia con la filosofia della nostra Associazione e dei nostri predecessori. Gli skipper meritano tutto il nostro appoggio e incoraggiamento per questa impresa incredibile e non vediamo l’ora che molti di loro si uniscano a noi.

Marco Nannini – Cape Horn – Global Ocean Race 2011/2012

 

Marco Nannini è diventato Capo Horner dopo averlo doppiato durante la Global Ocean Race del 2011/2012 che gli ha valso anche il titolo di “Velista dell’Anno 2012” in Italia e la Medaglia al Merito conferita dalla Presidenza del Senato Italiano. Di recente è diventato membro della Commissione IACH per curare i rapporti con i candidati internazionali.

Se ritieni di avere i requisiti per essere ammesso alla IACH o per essere inserito nel registro, come solitario o come membro di equipaggio, consulta il sito della IACH.

L’olandese Mark Slats, secondo posto alla Golden Globe, riceve il guidone IACH da Don McIntyre, organizzatore della regata. @PPL Photo Agency