L’irlandese Karl Smith iscritto alla Global Solo Challenge con Racing to End Parkinson’s

Karl Smith – La Licorne – Class40 progettato da Halvard Mabire. @Fintan Clarke/Coalesce

Il Global Solo Challenge è lieto di annunciare l’iscrizione dello skipper irlandese Karl Smith all’edizione 2027–2028 dell’evento. Karl diventa il 25° skipper a iscriversi alla seconda edizione del GSC. A seguito del ritiro di quattro partecipanti precedentemente annunciati, l’attuale lista degli iscritti conta ora 21 skipper, formando già una flotta molto solida, mentre diversi altri progetti confermati dovrebbero annunciare la propria partecipazione nei prossimi mesi, tra cui diverse skipper donne.

Come ha dimostrato la prima edizione, arrivare sulla linea di partenza è forse la sfida più difficile di tutte. Preparare una barca e uno skipper per una circumnavigazione in solitario e senza scalo richiede un enorme impegno in termini di tempo, risorse e determinazione e, inevitabilmente, non tutti i progetti che intraprendono questo percorso riescono ad arrivare alla partenza. Con 21 iscrizioni attive e altri annunci in arrivo, l’aspettativa rimane quella di vedere almeno 20 skipper prendere effettivamente il via del Global Solo Challenge 2027–2028.

Karl si unisce alla flotta con un progetto particolarmente ambizioso, sia in mare sia a terra. Il velista irlandese di 36 anni è comandante professionista di superyacht e vanta circa 60.000 miglia nautiche di esperienza. Parteciperà a bordo del Class40 n. 147, La Licorne, un progetto di Halvard Mabire varato nel 2016.

Al centro della sua campagna, tuttavia, c’è un obiettivo che va ben oltre la sfida sportiva. Karl ha creato Racing to End Parkinson’s, con l’obiettivo di raccogliere 1 milione di euro a favore della lotta contro il morbo di Parkinson in tutto il mondo. Suo padre, che gli ha trasmesso la passione per la vela e il windsurf fin da bambino, ha ricevuto la diagnosi di Parkinson nel 2014.

Karl intende utilizzare la sua partecipazione al Global Solo Challenge come piattaforma internazionale per la raccolta fondi e la sensibilizzazione, collaborando con un numero crescente di organizzazioni impegnate nella lotta contro il Parkinson e attive nei settori della ricerca, della sensibilizzazione e dell’assistenza. Per lui il legame è profondamente personale: il padre che gli ha trasmesso la passione per la vela è anche l’ispirazione alla base della causa che lo accompagnerà intorno al mondo.

La portata dell’obiettivo di Karl è all’altezza della sfida che lo attende. È relativamente nuovo alla navigazione sui Class40 e dovrà affrontare un intenso programma di preparazione prima della partenza. La sua campagna sarà quindi una vera e propria corsa molto prima del segnale di partenza: dovrà preparare se stesso e la barca per una circumnavigazione in solitario, sviluppando contemporaneamente la raccolta fondi e le partnership necessarie per raggiungere il suo obiettivo di un milione di euro.

Nell’intervista che segue, Karl racconta come la vela sia diventata una parte così importante della sua vita, perché abbia scelto di affrontare una circumnavigazione in solitario e senza scalo, quali esperienze personali lo abbiano convinto che questo fosse il momento giusto per provarci e perché Racing to End Parkinson’s sarà al centro di tutto ciò che farà durante la sua campagna per il Global Solo Challenge.

Karl Smith – La Licorne – Class40 progettato da Halvard Mabire. @Fintan Clarke/Coalesce

Lo skipper

Nome: Karl Smith
Nazionalità: IRL
Residenza: Dublino, Irlanda
Anno di nascita: 1989
Miglia navigate: circa 60.000

Da dove nasce la tua passione per la vela?

Da mio padre. Ha sempre praticato windsurf e vela e io l’ho seguito in entrambe le discipline. Da ragazzo ho sempre navigato sulle derive e non ho mai avuto l’opportunità di salire su uno yacht fino a quando non avevo già lasciato il mondo aziendale e mi sono iscritto al corso per ottenere lo Yachtmaster nel 2018. Quella è stata praticamente la mia prima esperienza su uno yacht, appena otto anni fa. Da allora, però, ho praticamente vissuto in mare.

Quali lezioni ti ha insegnato la vela?

La resilienza. Ogni giorno e ogni momento possono passare dal fantastico al terribile e poi tornare di nuovo al fantastico. Puoi contare solo su te stesso e accettare pienamente questa realtà è probabilmente uno degli aspetti più gratificanti dello stare in mare.

Cosa ti ha fatto appassionare alla navigazione in solitario?

La sua semplicità e la sfida che rappresenta. Voglio mettermi alla prova nelle condizioni più difficili, voglio trovarmi fuori dalla mia zona di comfort e voglio imparare ad apprezzare quella sensazione. La comodità genera noia e la noia è la ladra della felicità. Non ci si può mai annoiare su una barca a vela in mare, perché c’è sempre qualcosa da fare, qualcosa da controllare, da riparare, da pianificare…

Cosa ti ha motivato a iscriverti a questo evento?

Voglio raccogliere 1 milione di euro per la lotta contro il morbo di Parkinson perché mio padre ne soffre. Gli è stato diagnosticato nel 2014 e credo che il Global Solo Challenge rappresenti un’incredibile opportunità per sensibilizzare l’opinione pubblica su questa causa a livello globale.

Personalmente, ho trascorso molto tempo a casa a recuperare da quando ho avuto un grave incidente in mare quasi cinque anni fa, forse un anno in totale. Nel novembre 2024 ho dovuto sottopormi a un’artrodesi della caviglia e il fatto di ritrovarmi ancora una volta a casa per altri cinque mesi, guardando il mio corpo guarire e il tempo passare, mi ha fatto capire due cose: la salute è la nostra più grande ricchezza e abbiamo una sola occasione nella vita. A 36 anni mi trovo in una situazione piuttosto rara per il momento della mia vita in cui sono, dal punto di vista personale, finanziario ed emotivo. Era un momento da “ora o mai più”: o hai il coraggio di fare il salto, oppure devi trascorrere il resto della vita chiedendoti “e se l’avessi fatto?”.

È qualcosa di molto speciale poter partecipare al GSC e avere una causa così vicina a me che possa motivarmi nei momenti difficili. È una combinazione perfetta tra una passione che io e mio padre condividiamo e una causa che riguarda direttamente lui, noi come famiglia e tantissime altre persone.

Come pensi di prepararti per questo evento?

Per il momento sto cercando di conciliare il lancio della mia campagna, la mia attività, la raccolta fondi, la ricerca di sponsor e il mio lavoro quotidiano come comandante di un superyacht. Da novembre mi dedicherò al progetto a tempo pieno e spero di poter concentrare maggiormente i miei sforzi sulla preparazione della barca, sulla navigazione e sull’accumulare miglia sotto la chiglia, sia partecipando a regate con equipaggio sia navigando in solitario. Ho l’enorme fortuna di avere al mio fianco un team di persone che hanno deciso di partecipare al progetto perché hanno visto il potenziale della mia campagna, Racing to End Parkinson’s, quindi so che possiamo recuperare il tempo e arrivare pronti sulla linea di partenza il prossimo anno.

Quale pensi sarà la sfida più grande?

Imparare a conoscere e padroneggiare un Class40, dato che non ne avevo mai navigato uno prima di iniziare il processo di acquisto della barca.

Parlaci della tua barca o della barca che vorresti avere.

Ho acquistato il Class40 n. 147. È un’ottima barca con un’eccellente reputazione. Anche se è costata più di quanto avessi previsto, è molto ben equipaggiata e questo mi permetterà di dedicare più tempo e denaro all’allenamento e allo sviluppo, che è esattamente ciò di cui ho bisogno considerando i tempi stretti. È un vero Class40 da competizione e credo che rappresenti perfettamente le ragioni per cui sto navigando. È stato amore a prima vista.

Intendi collegare questa sfida personale a una causa sociale?

La mia campagna ha un unico obiettivo: Racing to End Parkinson’s.

Voglio raccogliere 1 milione di euro a livello globale e stiamo collaborando con un numero sempre crescente di organizzazioni impegnate nella lotta contro il Parkinson in tutto il mondo, con l’obiettivo di massimizzare il contributo che questo evento potrà dare alla lotta contro la malattia.

Esperienza

Sette anni di esperienza professionale a tempo pieno in mare. Attualmente comandante di un superyacht. Circa 60.000 miglia nautiche navigate.

Karl Smith – La Licorne – Class40 progettato da Halvard Mabire. @Karl Smith

Dettagli della barca

Modello: Class40 progettato da Halvard Mabire
Progettista: Halvard Mabire
Nome della barca: La Licorne
Numero velico: IRL 147
Anno di varo: 2016
Lunghezza fuori tutto: 40 ft
Dislocamento: 4580 kg

Karl Smith – La Licorne – Class40 progettato da Halvard Mabire. @Karl Smith