Lo skipper
GBR
Nazionalità
tba
Data di partenza
Barca: TAQUA II – Borealis (Warwick Buckley)
Vive a: Mérillac, Francia
Nato nel: 1961
Miglia navigate: 15 000+
Stato: Full Entry
Da dove nasce la tua passione per la vela?
La mia primissima esperienza con la forza del vento fu su una tavola da windsurf in un piccolo lago, nel mezzo di un quartiere residenziale di Londra. Non sembrava certo l’inizio più promettente per una carriera velica, ma c’era qualcosa nell’idea di sfruttare il vento per andare dove si vuole che mi affascinava enormemente.
Mi sono appassionato al windsurf e negli anni successivi sono passato alle prime tavole corte, iniziando a navigare in condizioni sempre più estreme.
Sebbene windsurf e vela siano sport diversi, ho imparato molto sulla potenza del vento e del mare — conoscenze che mi sono tornate utili più avanti.
All’inizio degli anni ’80, un amico mi chiese se volessi uscire un weekend a bordo del suo piccolo cruiser sul fiume Medway. All’epoca non ero particolarmente interessato alle barche a vela, che mi sembravano molto più complicate rispetto a una tavola da windsurf, ma accettai per provare qualcosa di nuovo.
Le condizioni erano ben lontane dalle foto patinate delle riviste nautiche: cielo grigio, vento leggero da nord… ma una volta rientrati alla boa, sapevo di essere rimasto stregato.
Iniziai a leggere tutto ciò che trovavo sulla vela e capii che, con esperienza e la barca giusta, era possibile andare quasi ovunque semplicemente utilizzando la forza del vento. Avevo trovato la mia nuova passione.
Quali lezioni ti ha insegnato la vela?
Per me la lezione più importante è la pazienza: non innervosirsi se una traversata richiede più tempo del previsto o se vento e mare non si comportano come si vorrebbe. Ora la mia priorità è essere il più possibile comodo e sicuro in ogni situazione, senza fissarmi sui tempi.
Cosa ti ha portato ad apprezzare la navigazione in solitario?
All’inizio fu soprattutto una necessità: non è realistico aspettarsi che l’equipaggio sia disponibile esattamente quando serve, solo perché le previsioni sono buone. Inoltre, sapevo che per il lungo viaggio che stavo pianificando avrei dovuto essere completamente autonomo.
Poi arrivò l’influenza dei libri che leggevo sui grandi navigatori solitari. Ancora oggi sono ossessionato dalla storia dell’originale Golden Globe del 1968.
Cosa ti ha motivato a iscriverti a questo evento?
Inizialmente la navigazione in solitario era una necessità, e sapevo che, per intraprendere il viaggio che stavo pianificando, avrei dovuto essere completamente autonomo nella conduzione e nella navigazione.
L’influenza dei libri sui grandi solitari — in particolare la storia del Golden Globe del 1968 — ha rafforzato ulteriormente il mio desiderio di provarci.
Come ti stai preparando per l’evento?
Ero iscritto alla prima edizione del GSC, ma ho dovuto ritirarmi a causa di una serie di problemi.
Dire che ne fui deluso è un’eufemismo, e da allora ho sempre avvertito la sensazione di una sfida rimasta in sospeso.
So di essere oggi in una situazione molto migliore rispetto a tre anni fa, e ho deciso che devo a me stesso il tentativo di riprovarci.
Quale pensi sarà la sfida più grande?
Probabilmente la stessa della volta precedente: riuscire a far funzionare tutto e presentarmi alla linea di partenza.
Parlaci della tua barca.
Taqua II è un cruiser-racer di 13,3 m, autocostruito in strip-plank su progetto di Warwick Buckley, allestito e armato per la navigazione in solitario. Dispone di un armo frazionato, genoa avvolgibile, un attacco di prua interno per un fiocco con terzaroli o tormentina inferita, e una randa full-batten.
Assocerai la tua sfida personale a una causa sociale?
Sono in contatto con un paio di enti di beneficenza che potrebbero essere interessati a partecipare.
Vuoi aggiungere qualcos’altro?
Avendo seguito il GSC con grande interesse durante e dopo l’ultima edizione, sono stato ispirato dal modo in cui gli skipper hanno affrontato situazioni davvero impegnative. E ora, vedere Ronnie Simpson tornare per un secondo tentativo nonostante abbia perso la sua barca, mi ispira ancora di più!
Esperienza di vela
La mia unica vera esperienza è la preparazione necessaria per raggiungere la linea di partenza, e so che non è semplice. Considero questa la prima metà della sfida; una volta in mare, sarà il compito quotidiano di mantenere me stesso e la barca in buono stato, seguire la rotta giusta ed evitare problemi per mesi.
La barca
Numero Velico: TBA
Progetto: Borealis (Warwick Buckley)
Anno: 2022
LOA: 44ft
Dislocamento: 8 000 kg
Invelatura di bolina: 88 m2
Invelatura alle portanti: 175 m2