©William MacBrien
William MacBrien, l’unico skipper canadese iscritto alla Global Solo Challenge, è un uomo dalle molte passioni: non solo un esperto navigatore, ma anche un paracadutista che detiene due record in Canada, con oltre 3000 lanci al suo attivo. Il nome scelto per l’imbarcazione che lo accompagnerà in questa avventura e per il suo progetto è Phoenix, un nome carico di significato e promesse.
William ha ereditato la sua passione per la vela dal padre, un pilota di portaerei della Marina e velista olimpionico nella classe Dragon negli anni ’60. Il padre aveva anche fondato un cantiere navale specializzato nella produzione di barche da crociera di 40 piedi. Cresciuto in questo contesto nautico, MacBrien era da sempre immerso nel mondo della vela.
“Fin da bambino, ero consapevole della straordinaria sfida che rappresenta un giro del mondo in solitario in barca a vela. Sebbene fosse un sogno, non avevo mai seriamente considerato di tentare l’impresa, data l’alta posta in gioco in termini di rischi. Tuttavia, dopo aver navigato circa 40.000 miglia nautiche in doppio, ho capito che i rischi possono essere mitigati attraverso una pianificazione accurata e una disciplina rigorosa. Una storia che mi ha particolarmente colpito era stata quella di Viktor Yazykov, un ex commando russo. Nel 1998, durante la sua partecipazione all’Around Alone, si era dovuto operare da solo per rimuovere un ascesso al gomito. Questo episodio aveva evidenziato i potenziali pericoli di un viaggio del genere”, racconta lo skipper canadese.
L’esperienza di paracadutismo di William gli ha fornito doti indispensabili anche nella navigazione: “Nel corso della mia vita ho sviluppato l’abitudine di pensare prima di agire. Questa mentalità mi è stata particolarmente utile durante i malfunzionamenti al paracadute che ho affrontato in volo. In momenti di tensione, tendo ad agire piuttosto che paralizzarmi. In mare, questo potrebbe essere il mio punto di forza, sono un buon marinaio in tempesta.”

MacBrien ha iniziato a preparare il suo progetto poco dopo l’annuncio del lancio della Global Solo Challenge nel settembre 2021. Inizialmente orientato verso l’acquisto di un 50 piedi, ha successivamente optato per l’affitto di un’imbarcazione già collaudata, vincitrice della Globe40, una regata intorno al mondo, in doppio e a tappe. L’imbarcazione, precedentemente conosciuta come “Sec Hayai” e ora ribattezzata Phoenix, è un Akilaria RC1 Class40 conforme alla Categoria 0.
“Ho voluto semplificare la preparazione della barca scegliendo un mezzo già testato e progettato per queste imprese oceaniche. Naturalmente, c’erano alcune modifiche da apportare, ma ho risparmiato mesi di ottimizzazione dei sistemi per una circumnavigazione in solitario. Negli ultimi due anni, mi sono invece concentrato sulla preparazione mentale per l’evento. La domanda che mi pongo è: ‘Come posso fare questo o quello da solo?’ e cerco di anticipare e risolvere tutti gli scenari possibili che posso immaginare… da solo. È la mia prima circumnavigazione, quindi il mio obiettivo è terminare. Per farlo, devo navigare in modo intelligente, non veloce.“
Phoenix, varato nel 2007, è l’imbarcazione numero 44 della Classe 40, progettata da Marc Lombard e costruita dal cantiere MC Tec.
Marc Lombard, scomparso di recente a 64 anni, era una figura iconica nel panorama della nautica francese. Sin da giovane, era affascinato dal mare e nutriva il sogno di diventare progettista di barche, un obiettivo che ha realizzato anche prima di completare i suoi studi in architettura navale a Southampton. La sua carriera decollò al cantiere navale Hervé di La Rochelle, per poi fondare il suo studio personale nel 1982. Negli anni ’80 si dedicò alla progettazione di multiscafi da corsa e in seguito collaborò con Philippe Jeantot sull’Open 60 Crédit Agricole 2, per la prima edizione della Vendée Globe. Questa fu solo la prima di una serie di barche IMOCA che disegnò, tra cui spicca “Le Pingouin” di Catherine Chabaud, vincitore di sette giri del mondo.
L’impatto di Lombard si è esteso anche al mondo del diporto nautico, in particolare attraverso la sua collaborazione con Privilège Marine e la fondazione di RM Yachts nel 1992. Una delle sue realizzazioni più notevoli è il Figaro Bénéteau 2, che ha formato numerosi talenti nella vela e gli ha aperto le porte del gruppo Bénéteau.

Riguardo alla serie Akilaria, Lombard spiegò in un’intervista: “Abbiamo iniziato a progettare le Akilaria Class 40 nel 2005, dopo la creazione della Box Rule della classe. L’obiettivo era disegnare e costruire una barca più leggera e dalle forme più efficienti dei concorrenti, mantenendola al contempo facile da produrre su scala industriale.” Il primo Akilaria vide la luce nel 2006, seguito da varie versioni, fino all’innovativo RC4.
Pianificando di andare in pensione per la fine del 2022, Lombard aveva generosamente ceduto la sua azienda ai dipendenti. Con la sua scomparsa, lascia un’eredità indimenticabile nel mondo della vela, e le sue barche continueranno a solcare i mari, testimoniando la sua visione e il suo immenso talento.
MacBrien con la scelta di Phoenix ha puntato tutto sull’affidabilità: “Visto il palmares della barca, che ha vinto per due volte il giro del mondo, si può comprendere che se navigando in modo sicuro e gestendola correttamente, la barca può anche vincere. Dopo la Globe40 conclusasi a marzo di quest’anno, la barca aveva bisogno di un completo refit ma Phoenix spiccherà di nuovo il volo!”
Il refit, iniziato a fine giugno dopo che William ha completato la sua qualifica di 2000 miglia, è ancora in corso presso il cantiere V1D2 a Caen. Phoenix sta subendo un’intensa fase di controlli e manutenzione. La chiglia è stata smontata per un’ispezione dettagliata; i cuscinetti del timone sono stati sostituiti e diverse componenti dell’attrezzatura sono state verificate. In aggiunta, sono stati installati serbatoi di carburante extra e le paratie stagne sono state ripristinate. Una revisione complessiva ha riguardato tutti gli elementi fondamentali, tra cui motore, dissalatore, idrogeneratori, winch, sartiame, vele ed elettronica.

“Abbiamo introdotto due nuovi elementi: il sistema satellitare Starlink e una batteria aggiuntiva. Per quanto riguarda la navigazione, trovo che le dinamiche in solitario e in doppio siano piuttosto simili. Considero la barca abbastanza confortevole e ho scelto di evitare spinnaker o gennaker in testa d’albero per minimizzare i potenziali problemi. La mia priorità per questa prima circumnavigazione è completarla. Anche se l’idea di vincere è allettante, i rischi in gioco sono elevati. Sottoporre la barca ad uno sforzo eccessivo potrebbe portare alla perdita di componenti cruciali come l’albero, le vele o la chiglia. Quindi, il mio obiettivo è navigare entro i miei limiti e i limiti della barca.”
MacBrien ha creato un team solido per affrontare la sua avventura. La figura chiave di Phoenix Ocean Racing è Josh Hall, responsabile del progetto. Forte di una carriera da navigatore solitario professionista e di quattro circumnavigazioni del globo, Josh si è dedicato negli ultimi vent’anni alla gestione di numerosi progetti di successo nel mondo della vela, sia in solitaria che in doppio. Ha avuto un ruolo fondamentale nella creazione e sviluppo del progetto Phoenix, dall’allenamento dello skipper a navigare in solitario, fino alla manutenzione e preparazione della barca.

Un altro pilastro del team è Stephanie White, la CFO e migliore amica di William. Oltre ad essere la sua più grande sostenitrice nel perseguire questo ambizioso progetto, Stephanie è anche un’esperta consulente finanziaria e una persona che sa come mantenere alto il morale del team.
Nella preparazione per il suo giro del mondo, lo skipper canadese condivide alcuni dettagli interessanti sulla gestione del sonno e l’approvvigionamento della cambusa.
“Per quanto riguarda il sonno, sono abbastanza fortunato. Potrei dire di essere un ‘dormiglione’ di livello olimpico. Riesco a cadere nel sonno con facilità, anche se svegliarmi è tutta un’altra questione. Per evitare rischi, utilizzerò le sveglie del mio telefono come misura di sicurezza. Inoltre, ho acquistato un orologio che emette scariche elettriche a orari prestabiliti. Dormire più del dovuto è un lusso che non posso permettermi in una sfida del genere.
Sul fronte dell’alimentazione, sto ancora elaborando il mio menu. La strategia iniziale prevede di consumare cibo ‘normale’ per il primo mese, per poi passare a cibo liofilizzato. Ho intenzione di inserire nella mia dieta anche qualche lattina di cibo che mi piace, forse come ‘premio’ settimanale. Ovviamente, elementi come caffè, tè, biscotti e caramelle, i miei ‘confort food’ saranno parte integrante del mio approvvigionamento e li consumerò regolarmente.”
Riguardo al percorso che dovrà affrontare, MacBrien esprime un entusiasmo particolare per alcune tappe del viaggio. “La parte che più mi entusiasma è senza dubbio quella di doppiare Capo Horn. È un passaggio mitico per ogni navigatore e un luogo carico di storia e di sfide, un segno tangibile che sono giunto alla fine del mondo e che sto per iniziare una nuova fase del mio viaggio. Oltre a questo, sono anche affascinato dai vulcani. Ho sempre trovato interessante la geologia e i fenomeni naturali; quindi, l’idea di poter vedere dei vulcani durante il mio percorso è entusiasmante. Spero di avvistarne alcuni lungo la mia rotta.”

Partecipando alla Global Solo Challenge, MacBrien con tutto il team Phoenix Ocean Racing punta a focalizzare l’attenzione anche su un tema molto importante per lui: il benessere mentale. “L’isolamento patito durante i lockdown della pandemia, sommato alle perdite personali che ho subito, mi hanno motivato a realizzare questo mio sogno. Intendo utilizzare questa piattaforma per spronare gli altri a parlare apertamente e cercare aiuto quando ne sentono il bisogno.”
Ma questa avventura ha anche motivazioni profondamente personali. In primo luogo, considera già un trionfo il solo fatto di completare in sicurezza il giro del mondo. Suo padre, ex ufficiale della Marina e pilota da caccia, ha sempre valorizzato il professionalismo e la sicurezza.
“Voglio navigare con passione anche in memoria di mia sorella Julie, che, nonostante il suo amore per il mare, era costretta a rimanere a terra per il mal di mare. Questa sfida è dedicata a lei e a mio cognato Ernie, recentemente scomparsi. Ernie era un appassionato di sport e si riteneva un discendente dei vichinghi; gli sarebbe piaciuto vedermi affrontare questa impresa.”
Oltre a seguire il suo viaggio straordinario, lo skipper canadese invita tutti a prendere in considerazione la possibilità di sostenere la causa del benessere mentale. “Se riuscirò a ispirare e sostenere anche una sola persona che sta lottando con problemi di salute mentale, considererò la mia impresa un successo, a prescindere dal mio piazzamento nella gara.” Phoenix e William MacBrien sono pronti a spiccare di nuovo il volo. La partenza di MacBrien era prevista per il 21 ottobre ma dagli ultimi aggiornamenti ricevuti dal navigatore, durante il cantiere stanno emergendo alcuni problemi tecnici inaspettati che forse lo costringeranno a posticiparla. Tutto il team Phoenix Ocean Racing sta lavorando incessantemente al cantiere V1D1 di Caen per permettere a William di partire serenamente.
La Global Solo Challenge ha preso il via il 26 agosto. Dato il suo formato unico, i 20 skipper iscritti partiranno in partenze scaglionate nel corso dei prossimi quattro mesi, a seconda delle prestazioni delle loro imbarcazioni.
Per ulteriori dettagli sulle date di partenza di ogni skipper, si prega di visitare questo link: https://globalsolochallenge.com/it/date-di-partenza/
È possibile seguire l’andamento di ogni skipper sul tracker dell’evento: https://globalsolochallenge.com/tracking/