La famiglia Malingri cinquant’anni di mare e di grande vela

Sono i più famosi navigatori italiani e costruttori di barche d’Italia: giunti ormai alla terza generazione sul mare continuano a far sognare. Vivono il mare a 360°, dalla costruzione delle barche, con i loro mitici Moana, alla navigazione, alle regate d’altura. Sono di quelle persone, come diceva il buon Sciarelli, che si sono bagnate nell’acqua di mare e non si sono mai asciugate. I due fratelli capostipiti della Dinastia Malingri, Franco e Doi iniziano la vela quasi per scherzo come conseguenza della loro naturale fame d’avventura.

Vittorio Enrico e Francesco Malingri 1971
Vittorio Enrico e Francesco Malingri 1971

Alle origini della passione per il mare della Dinastia Malingri

“Franco, Dionigi (detto Doi) e Amedeo sono nati a Torino ma rimasti orfani vanno a vivere a casa di una zia a Milano. Erano una famiglia molto sportiva per quello che si poteva a quei tempi, ad esempio andavano molto in montagna. In inverno con gli scout risalivano le montagne con pelli di foca e dormivano nei buchi di neve: erano intrepidi.

Doi Malingri
Doi Malingri

Poi imparano ad andare in canoa: percorsero tutti i fiumi europei, i laghi finlandesi e poi quelli canadesi. La tribù si amplia ed ai tre fratelli si unisce un gruppo di ragazzi milanesi a cui piacevano le attività all’aria aperta che diventano  . Alla ricerca di nuove sfide vivono mirabolanti avventure: percorrono il fiume Lambro e il Po in canoa. Già marinai ma d’acqua dolce, Franco e Doi risalgono il Nilo e discendono il Congo con due piccoli motoscafi,” racconta Vittorio Malingri, figlio di Franco.

Fausta e Franca Malingri
Fausta e Franca Malingri

Dai fiumi al mare, per i Malingri l’importante è navigare

“Mio padre laureato in ingegneria inizia a costruire motoscafi, mentre Doi, primi anni ’60, conosce quella che sarebbe diventata sua moglie Carla Notarbartolo di Sciara. Figlia di un Ammiraglio, insieme ad altri amici navigatori italiani che fondano in quel periodo Caprera, gli trasmette la passione per la vela.

Carla Notarbarolo di Sciara - Naimari, Micaela e Doi Malingri
Carla Notarbarolo di Sciara – Naimari, Micaela e Doi Malingri

Nel gruppo milanese di quando erano ragazzi cercano una soluzione per come proseguire le loro avventure d’infanzia ora che tutti sono sposati. Così nasce l’idea che sarebbe fantastico fare le vacanze in barca a vela per portare tutte le famiglie al seguito.

Carla Notarbarolo Malingri - Il dizionario della vela
Carla Notarbarolo Malingri – Il dizionario della vela

Nel 1966, grazie alle contaminazioni della vela su Doi e Franco abbiamo iniziato tutti insieme a navigare, loro ormai adulti noi bambini,” ricorda Vittorio Malingri.

Il primo ricordo di Vittorio Malingri in mare

“Il primo ricordo in mare risale a quando avevo cinque sei anni: eravamo a Genova, mio zio e mia cugina Micaela, mio padre ed io. Doi aveva appena comprato “Nina Boba”, un Arpege in legno di 35 piedi ed era una giornata di tramontana tesissima. Volevano uscire a navigare ma appena ci siamo avvicinati all’uscita del porto c’erano onde altissime e per fortuna hanno girato la prua e siamo rientrati.”

Carla Notarbarolo di Sciara - Naimari, Micaela e Doi Malingri
Carla Notarbarolo di Sciara – Naimari, Micaela e Doi Malingri

Da lì è iniziata la strada di questi grandi navigatori italiani: “Uomo libero, sempre amerai il mare!” (Charles Baudelaire)

Il giro del mondo: per Doi Malingri in regata, per Franco Malingri in crociera

Le strade dei fratelli Doi e Franco si dividono: il primo si orienta all’agonismo e il secondo alla costruzione e alle lunghe navigazioni in crociera.

“Zio Doi è il primo a compiere una traversata italiana dei tempi moderni su una barca a vela da diporto. Poi si avventura alla Cape Town to Rio, insomma era partita una serie di partecipazioni alle regate oceaniche nell’epoca dei grandi come Chichester, Tabarly. Fare il giro del mondo e partecipare alla prima edizione della Whitbread Round The World Race è stata una naturale conseguenza”, ricorda il navigatore italiano.

Franco Malingri
Franco Malingri

Papà Franco, più ingegnere, cittadino, di logistica cura le strutture e la costruzione del CS&RB Busnelli, prototipo del Koala 50, costruito dalla Nordcantieri. Ma nemmeno lui disdegnava le regate e prende parte durante il giro del mondo alla tappa più dura da cape Town a Sydney. Si convince, insieme a tre fedeli amici d’infanzia a comprare il 50’, mentre la barca navigava ancora in regata verso Capo Horn.

Doi Malingri su CS & RB Busnelli
Doi Malingri su CS & RB Busnelli

L’acquista per un prezzo stracciato e decide di partire con la famiglia per un viaggio in barca in giro per il mondo,” racconta Vittorio Malingri. “Forte delle esperienze in Mediterraneo, a scorrazzare fino in Grecia e Turchia si sente pronto per questa esperienza sulla scia della tradizione francese.”

Il training che prepara Vittorio, Enrico e Francesco Malingri per le lunghe navigazioni

“Durante l’inverno scolastico passavamo tutti i sabati e le domeniche a sciare  quando c’era la neve o a mettere a posto la barca per l’estate. Ai cantieri genovesi di Montalto facevamo le manutenzioni, grattavamo e pulivamo a testa in giù le sentine: era una bella scuola,” racconta il navigatore italiano.

Franco ed Enrico Malingri
Franco ed Enrico Malingri

“Mio papà aveva anche organizzato una scuola vela e due volte la settimana convocava tutti i ragazzi a cui poi si aggiungevano anche i genitori. Era una grande festa, si parlava di mare, vela, meteorologia e poi uscivamo in barca con lui: noi, Giovanni Soldini, Enrico Caccia e tanti altri.

Enrico Malingri
Enrico Malingri

In estate poi partivamo per tre mesi in barca e noi non sbarcavamo fino a settembre, si alternavano i miei e gli altri amici proprietari. Durante la settimana spesso mio padre rientrava a lavorare e ci lasciava soli a curare la barca in porto, io avevo solo dieci anni. Una cosa impensabile forse oggi ma allora ci aveva insegnato l’autonomia, la responsabilità e l’indipendenza e sapevamo apprezzare questa vita d’avventure. Ci affascinava il viaggio e l’incontro con i grandi navigatori italiani e stranieri di quel tempo, come Gian Marco Borea o Nini Sanna. A dodici anni ho aiutato a preparare la barca e ho visto partire mio zio per il giro del mondo. In quel momento ho giurato a me stesso che anch’io l’avrei fatto un giorno e quella promessa l’ho mantenuta”, ricorda Vittorio Malingri.

Navigatori italiani - Nini Sanna
Navigatori italiani – Nini Sanna

“Il mare è come la musica: contiene e suscita tutti i sogni dell’anima” (Carl Gustav Jung) 

Il primo giro del mondo di Vittorio Malingri

Franco Malingri insegna ai figli oltre all’indipendenza anche la disciplina e li forma con una solida cultura marinara. Dalla gestione dei turni alle rotazioni in cucina, dalle regolazioni delle vele alla navigazione con il sestante: i Malingri aprono la strada della nautica professionale italiana.

“Il giro del mondo con la mia famiglia è stata una grande crescita: ho assaporato quello che è il navigare vero. Incluso conoscere Bob Marley, Moitessier, Tabarly dal vivo: ogni esperienza costruiva un pezzo di questa avventura,” racconta il navigatore italiano.

Navigatori italiani - Vittorio Malingri a destra
Navigatori italiani – Vittorio Malingri a destra

Ricorderò sempre quando dopo due anni in giro eravamo a Bali, mi sveglio all’alba e vedo mio papà vestito in giacca e cravatta. Prima che una piroga se lo portasse via, mi disse laconicamente: “Leggi sul carteggio, ho lasciato le istruzioni”. Stava partendo per la Russia a montare dei pezzi che aveva venduto due anni primi e l’appuntamento successivo era alle Seychelles.

Io avevo diciassette anni e con mio fratello Enrico abbiamo preso in mano la situazione e seguito l’invito di Franco a volare da soli. Con un amico di famiglia abbiamo attraversato l’Oceano Indiano che non era una passeggiata e abbiamo portato a termine anche questa sfida,” commenta Vittorio Malingri.

La grande esperienza dall’unione di vita in mare ed agonismo

“Era un mondo più facile e bello di adesso: la natura, la gente erano diverse, viaggiare era più semplice. Il giro del mondo fu una scuola senza pari: imparammo a stare in mare come albatros e riuscire a cavarcela da soli. Entrarono in noi due dimensioni quella del navigare per navigare e quella dell’agonismo per vincere le regate. Il segreto era che avevamo barche pesanti e non sempre performanti quindi abbiamo imparato a far andare forte qualsiasi mezzo.

Vittorio Malingri - Planando con gli albatros