Manovre fisse: la regolazione del sartiame di una barca a vela

In questo articolo ci occuperemo della regolazione delle manovre fisse, ovvero del sartiame di una tipica barca a vela. Parlando di manovre fisse dobbiamo aprire una parentesi sui tipi di armo possibili per una barca a vela.

Armo frazionato di un Class40
Armo frazionato di un Class40

Manovre fisse: l’evoluzione degli armi e delle sue regolazioni

L’armo più tradizionale è storicamente stato quello in testa. Ovvero con strallo di prua e paterazzo attaccati in testa d’albero come manovre fisse che creano trazione in direzione opposta. Le crocette, in questo caso sono in linea, perpendicolari all’asse prua poppa della barca. Con una barca con armo in testa, il paterazzo poteva essere utilizzato per aumentare la tensione dello strallo di prua con vento forte. Contestualmente, per compressione verticale dell’albero, tesare il paterazzo causava un’incurvatura dell’albero. Il paterazzo era una delle manovre fisse.

Global Ocean Race - Hugo Ramon costretto a districare cime impigliate
Global Ocean Race – Hugo Ramon costretto a districare cime impigliate

Tesando il paterazzo, la parte centrale dell’albero avanzava verso prua creando una leggera forma a “C” dell’albero visto lateralmente. Questa incurvatura permetteva di portare verso prua il “grasso” della randa. Dunque, con verto forte si interveniva sul paterazzo per ridurre la catenaria dello strallo di prua e smagrire la randa. Entrambe le operazioni miglioravano la performance di bolina.

L’armo frazionato

Da decenni ormai, sono però sempre più diffusi gli armi “frazionati” con crocette acquartierate. In questo caso lo strallo di prua, fra le manovre fisse, non arriva sino in testa d’albero. Ma, solo fino a sette ottavi o nove decimi come anche le sartie. Le crocette non sono perpendicolari alla retta prua-poppa ma inclinate verso poppa sul piano orizzontale. Le crocette acquartierate fanno sì che l’albero possa star su anche senza il paterazzo, che non è più “strutturale”. Ovvero non è più una delle manovre fisse (se pur regolabile). Diventa una sola regolazione dell’incurvatura dell’albero e sarebbe da considerarsi manovra corrente.

Armo frazionato di un Mini 650
L’armo frazionato di un Class40

Questo sviluppo è diventato sempre più marcato con le barche con crocettoni molto larghi e senza paterazzo. Evoluzione partita dalle barche a vela d’altura come i Mini 650 e i Class40 ed oramai diffusissima anche fra le barche a vela da crociera. Eliminando del tutto il paterazzo dalle manovre fisse, che era d’intralcio, è stato possibile introdurre rande a testa quadra o “square top”.

La regolazione delle manovre fisse su barche con crocette acquartierate

Parleremo qui specificamente di barche con crocette acquartierate. Per poter parlare anche di volanti, senza paterazzo fra le manovre fisse, abbiamo scelto un Class40. Gemello della barca con cui ho completato il giro del mondo alla Global Ocean Race 2011/2012. Trattasi di un Akilaria RC1, progetto Mark Lombard del 2006 circa. L’armo di questa barca non è particolarmente “tirato” o delicato, essendo i Class40 pensati per grandi navigazioni oceanice. Le manovre fisse come le sartie sono in tondino.

L'attacco delle volanti alte visto dalla testa dell'albero
L’attacco delle volanti alte visto dalla testa dell’albero

Pur essendo l’albero in carbonio anzichè alluminio, l’armo è lo stesso di quello di un Mini 650 Pogo2 del cantiere Structures. Il Pogo 2, progettato intorno al 2003-2004 è il Mini 650 di cui siano stati costruiti più esemplari. Questo tipo di armo, frazionato a nove decimi ha due ordini di crocette. Fra le manovre fisse o correnti non c’è paterazzo, cosa comune su tantissime imbarcazioni moderne. Ormai, direi, anche sulle barche da crociera è uno degli armi più comuni. E’ adottato da cantieri come Jeanneau e Beneteau anche per barche senza velleità oceaniche.

Volanti in tensione a su andatura al lasco
Volanti in tensione a su andatura al lasco

Questo tipo di armo prevede, sul Class40, due volanti, una in corrispondenza dello stralletto di trinca, una in testa. Queste volanti non sono strutturali, dunque non manovre fisse, l’albero non ne ha bisogno in nessuna condizione per stare su. Ho strambato senza volanti in 50 nodi di vento e non è successo niente. Detto questo, le volanti hanno un ruolo importantissimo nello stabilizzare l’albero e ridurne le sollecitazioni. Quando facevo scuola ero solito dire che non erano manovre fisse o strutturali ma che per buona pratica le avremmo trattate come tali.

Manovre fisse ed i lazy jack strutturali

Il paterazzo semplicemente non c’è, per lasciar spazio al randone “square top”. Questo sia sui Mini 650 sia sui Class40. Ne consegue anche che non c’è neanche l’amantiglio che sostiene il boma durante le manovre di presa delle mani di terzaroli. Sui Mini 650, per evitare troppe cime e manovre, ed avendo un boma che pesa pochi chili, nulla sostituisce l’amantiglio. Questo vuol dire che quando si lasca la drizza randa il boma cade in tuga. Il boma si risolleverà quando andremo a cazzare la borosa che raramente necessita di essere aiutato a mano.

Lazy jack strutturali su un Class40
Lazy jack strutturali su un Class40

Sui Class40, pur essendo il boma in carbonio, possiamo immaginare quanto peserebbe randa più boma magari pieni d’acqua. Per questo motivo si ovvia alla questione con l’introduzione di lazy jack strutturali. Cosa si intende quando diciamo che sono strutturali. Semplicemente che il loro ruolo non è solo quello di contere la randa durante l’ammainata. Essi si sostituiscono all’amantiglio e sorreggono il boma. Per questo motivo sono realizzati solitamente con cime in dyneema e non con semplice poliestere. Sono regolabili sia per alzare il boma in porto sia per metterli a riposo in navigazione.

Manovre fisse e volanti

Sulle barche con crocettoni acquartierati, le volanti non sono strutturali. Nonostante l’assenza di un paterazzo fra le manovre fisse, non sono le volanti a sostenere l’albero. Detto questo hanno un ruolo molto importante – aiutano a fornire sostegno aggiuntivo all’albero. Per esempio per le barche oceaniche le volanti aiutano a stabilizzare l’albero ed evitare che pompi o si fletta. Inoltre, la volante alta solitamente arriva in testa d’albero. Se l’armo è frazionato il suo ruolo diventa parzialmente “strutturale” nel diminuire i carichi di lavoro dell’ultima parte di albero non raggiunta dalle sartie laterali.

Volanti sopravento in tensione - Class40
Volanti sopravento in tensione – Class40

Detto questo, su un armo a nove decimi è improbabile immaginare di spezzare la testa dell’albero sotto spi per la mancanza della volante. Non sono a conoscenza di alcun caso del genere nella Class40. Certamente la tensione in parte ripartita sulle volanti alle portanti alleggerisce di molto il lavoro delle manovre fisse come le sartie. La volante bassa invece solitamente punta là dove si trova l’attacco dello strallo di trinchetta. Oltre a fungere da sostegno in generale all’albero serve a consentire di cazzare lo strallo di trinca senza creare flessioni nell’albero. Lo stralletto di trinca non è una manovra fissa essendo amovibile.

Manovre fisse: come procedere per regolare il sartiame

Dopo questa introduzione passiamo ad un caso pratico. Prendiamo in considerazione l’albero di un Class40, con due ordini di crocette acquartierate e le sue manovre fisse. Dunqe, volanti non strutturali, nessun paterazzo e nessun amantiglio. Quando sono arrivato su questa barca per verificare l’albero si vedevano ad occhio nudo due problemi. L’albero innanzitutto non era dritto, tirava a sinistra fino alla prima crocetta. Dopodiché faceva una curvatura a destra per poi tornare a sinistra tra la prima crocetta e il testa d’albero.

Manovre fisse - situazione iniziale
Manovre fisse – situazione iniziale

Visto lateralmente inoltra l’albero mostrava un rake ed uno sbananamento veramente eccessivi che andavano corretti. Avevamo dunque dei problemi sinistra-destra e prua-poppa. Oltre a questo era evidente come quando si cazzava la coppia di volanti di dritta l’albero deteriorava nella sua forma. In particolare la curvatura fra la prima crocetta e la testa d’albero si accentuava. Per sistemare un albero come questo, con molteplici problemi, occorre seguire un metodo per arrivare ad un risultato soddisfacente.