Il tedesco Philipp Hympendahl è il 50° iscritto alla Global Solo Challenge

Philipp è il primo iscritto tedesco alla Global Solo Challenge, portando così il numero di nazionalità rappresentate a 15. I valori fondanti della GSC, riconfermati attraverso la collaborazione con TÜV Thüringen Italia, sono quelli dell’inclusione e della sostenibilità finanziaria e ambientale. Siamo molto felici di aver creato un evento dal richiamo così esteso. Questi stessi valori hanno colpito Philipp che da tempo sognava una navigazione da solo e senza scalo. Come fotografo e regista, saprà di sicuro trasformare in suggestive immagini e filmati questa avventura che capita una volta nella vita. Siamo molto orgogliosi di aver raggiunto l’incredibile traguardo di 50 iscrizioni e siamo sicuri di non essere ancora alla fine: abbiamo già un 51° partecipante dagli Stati Uniti da annunciare e ce ne sono altri in procinto di definire la loro decisione.

La prima difficoltà per tutti gli skipper è quella di mettere d’accordo i tempi, la famiglia, il denaro e la preparazione, per arrivare alla linea di partenza; ci sarà di certo chi non riuscirà ad avere tutti i pianeti allineati, ma con una lista di iscritti così solida è già un evento da record, considerando che si tratta di una circumnavigazione in solitaria, senza scalo e senza assistenza!

Intervista

Da dove viene la tua passione per la vela?

Ho iniziato da ragazzo. Mio padre ha navigato in tutto il mondo, e sebbene la famiglia e i figli abbiano fatto cambiare le priorità non ho mai smesso di pensare alla vela.

Che lezioni hai imparato dalla vela?

In mezzo all’oceano da solo le cose contano e le decisioni sono importanti. Essere rispettoso e umile nei confronti dell’ambiente intorno, giocare con gli elementi e accettarne i meccanismi, sono cose che ti premiano con un universo di momenti meravigiosi.

Cosa ti ha portato alla vela in solitaria?

E’ l’esperienza più intensa tra la natura e le tue emozioni più profonde, senza nessun filtro.

Non c’è niente di più sublime, niente che mi faccia sentire così vivo e felice. Più navigo da solo più mi piace.

Cosa ti ha portato a iscriverti a questo evento?

Sogno una giro del mondo non-stop da molto tempo. Questa sembra la volta buona e questo evento si confà alla mia filosofia di vela. Inoltre, apprezzo l’idea della sostenibilità ambientale ed economica.

Come intendi prepararti per questo evento?

Prendere una buona barca, prepararla e fare qualsiasi cosa per diventare la versione migliore di me stesso al momento della partenza.

Quale credi sarà la più grande sfida?

Oltre allo stress del prossimo anno, saranno gli ultimi giorni in porto prima della partenza: odio aspettare. Per esperienza, prima di una grande impresa pensi a tutto ciò che può capitare, senza poterci fare niente. Durante l’evento le cose possono anche mettersi male, ma sei in grado di reagire e di trovare le soluzioni.

Parlaci della tua barca o di quella che vorresti avere.

Navigherò su una barca simile a quella che ho avuto negli ultimi sette anni, magari un po’ più grande. Ho un Sigma 36 e presto acquisterò un Oyster 41. Voglio mantenere i sistemi i più semplici possibili, la tecnologia ti molla sempre, è solo questione di tempo. Per arrivare alla fine devi avere un mezzo molto affidabile, ed è ciò a cui punto.

Intendi legare questa tua sfida personale ad una causa sociale?

Le questioni ambientali sono sulla mia agenda personale sin da quando ero giovane, il mio messaggio personale è : la “crescita” uccide, consuma meno! Che è il motivo per cui mi piace l’idea di preferire barche esistenti piuttosto che costruirne di nuove.

C’è altro che vorresti aggiungere?

Un progetto simile è impensabile senza aiuto. Sono fiero di poter contare su un piccolo team di supporto e ho ancora bisogno di qualche sponsor per arrivare alla linea di partenza. Essendo l’unico tedesco ed essendo completamente dedicato sono ottimista sul buon esito. Come fotografo e filmmaker non sto solo chiedendo finanziamenti. Sono certo di poter restituire molto ai miei sostenitori. Un grazie alla mia squadra, che spero di veder crescere sempre più.

Esperienza di vela

Per un lungo periodo della mia vita sono stato un ciclista fino a diventare ultraciclista, partecipando a eventi e corse su lunghe distanze. Oltre alla resistenza questo mi ha insegnato come affrontare i momenti duri in attesa di giorni migliori.

Ho navigato molto con mio padre quando ero giovane. A vent’anni ho veleggiato dal Guatemala ad Haiti, partecipando alla Lapita Voyage Expedition 2008. Ho posseduto un Mini 6.50 con cui ho fatto diverse regate e da sette anni ho la mia amata half-tonner AFRICAN QUEEN. Di recente ho fatto un viaggio in inverno intorno alla Danimarca, ho navigato in Francia e Inghilterra e sono appena tornato da un giro in solitario dei mari del nord.

La barca

Nome: TBA

Progetto: TBA

Numero velico: TBA

Anno: TBA

LOA: TBA

Dislocamento: TBA

Invelatura di bolina: TBA

Invelatura alle portanti: TBA