Il francese Pierre-Etienne Rault di Bubry è il 27esimo iscritto alla GSC

Il francese Pierre-Etienne Rault de Bubry ha sognato di fare il giro del mondo fin dall’infanzia. In occasione del cinquantesimo anniversario della Golden Globe Race non era pronto a prendere il via sulla Longue Route 2018, oggi che ha la barca che aveva sognato per questo viaggio non c’è più motivo di aspettare oltre. In questo progetto intende aprire una parentesi introspettiva, fare il punto su quanto ha costruito e vedere cosa gli resta da realizzare. Il mare è per lui lo spazio ideale per questo tipo di esperienza. È un ufficiale della marina mercantile di prima classe.

Intervista

Da dove viene la tua passione per la vela?

Da bambino navigavo d’estate e nei fine settimana sulla barca a vela di famiglia. Queste navigazioni impreziosite da bellissime letture di storie di mare hanno forgiato la mia immaginazione infantile. Ho sognato questo giro del mondo e sono uno di quelli che prendono molto sul serio i sogni d’infanzia. Me ne risentirei se non provassi a raggiungerlo.

Che lezioni hai imparato dalla vela?

Umiltà certo ma anche onestà perché in mare non si imbroglia, non ci si racconta storie. Gli elementi impongono le loro leggi. Punto.

Cosa ti ha portato alla vela in solitaria?

Fino a 30 anni ho preferito navigare in buona compagnia. Adesso è diverso. In questo Progetto intendo aprire una parentesi introspettiva, fare il punto su quanto ho costruito e vedere cosa mi resta da realizzare. Il mare è per me lo spazio ideale per questo tipo di esperienza.

E poi c’è il gusto del testa a testa con la barca. Mai meglio che in solitaria si crea un legame sensibile e intimo con la propria barca. Ho bisogno di questo oggi.

Cosa ti ha portato a iscriverti a questo evento?

Fare un giro del mondo era nella mia testa fin da bambino. Nel 2018 per i 50 anni del Golden Globe non ero pronto per intraprendere la Longue Route. Oggi che ho la barca che sognavo per questo viaggio, non c’è più motivo di aspettare oltre.

Farò avanzare la mia barca nel miglior modo possibile, ma non mi illudo sulle mie possibilità di vittoria. La mia vittoria sarà prima di tutto arrivare con una barca in buone condizioni, felice della mia preparazione e della mia traiettoria.

Come intendi prepararti per questo evento?

Partirò nel 2022 per un viaggio di ritorno alle Azzorre da solo. Prima e dopo questo mese di navigazione, farò molte brevi navigazioni per test e altre messe a punto della barca. Fisicamente farò il necessario per essere in gran forma il giorno della partenza.

Quale credi sarà la più grande sfida?

Affronta le tempeste una per una nel profondo sud. Sopporta la solitudine per mesi così lunghi.

Parlaci della tua barca o di quella che vorresti avere.

Acrux è una buona barca. È stata progettata nei primi anni ’70 dall’architetto Mils Clark con le specifiche per fare un giro del mondo passando per i tre grandi capi. Chiglia lunga, in acciaio, 3m10 di baglio per una lunghezza di 10m30, è una barca costruita per il mare aperto e la navigazione sicura.

Sebbene sia più una tartaruga che una lepre, può ancora tenere una media di 130-140 miglia al giorno su lunghe traversate.

Intendi legare questa tua sfida personale ad un messaggio sociale?

Non lo so. Se ce n’è uno, sarà un messaggio sulla sofferenza e la scomparsa dei piccoli agricoltori.

C’e’ altro che vorresti aggiungere?

No, se non che mi aspetto dagli organizzatori tutta la serietà imposta da questo genere di eventi.

Esperienza di vela

Diverse transatlantiche in entrambe le direzioni e passaggio dell’equatore.

La Barca

Nome della barca: Acrux

Progetto: Cotre One Off 34′ (Mils Clark)

Numero Velico: 303

Anno: 1972

LOA: 34

Dislocamento: 6500 kgs

Invelatura di bolina: 65m2

Invelatura alle portanti: 80m2

Informazioni supplementari: Barca in acciaio a compartimenti stagni, pilotina e timone a vento tipo Fletner.

Notizie

Articoli