Come ci si qualifica per la Global Solo Challenge?

Ci sono migliaia di velisti in tutto il mondo che sognano di navigare intorno al globo, senza soste e in solitaria.

Solo tu che con la tua barca affronti gli elementi e conquisti una delle più alte vette dell’aspirazione velistica.

Fino ad oggi, per la maggior parte di noi, il sogno di partecipare a una gara o a una regata intorno al mondo tendeva a rimanere, appunto, solo un sogno. Soprattutto a causa dei costi. Occorreva un sacco di denaro da investire nel progetto, e ciò alla fine significava che queste sfide erano prerogativa dei velisti professionisti, molti dei quali appoggiati da grandi società.

La Global Solo Challenge vuole essere un evento egualitario ed ecologico, in cui viene incoraggiato l’utilizzo di imbarcazioni di seconda mano e di dimensioni limitate, verosimilmente più abbordabili da un punto di vista economico.

Quindi potresti farlo anche tu?

Leggendo i profili degli skipper già iscritti, molti di loro possono vantare una notevole esperienza di vela e sono consapevoli che per questa sfida in solitaria occorrano molte competenze e grande forza, sia fisica che mentale.

Pensa solo al fatto di essere completamente solo per così tanto tempo. Nessuno con cui chiacchierare, nessuno con cui scambiarsi le idee, nessuno che ti tiri su il morale quando le cose prendono una brutta piega, quando sei infreddolito, bagnato e stravolto perchè il tempo è stato pessimo troppo a lungo.

Se pensi di avere le conoscenze e la forza necessari, devi ancora chiederti se possiedi le capacità organizzative per pianificare un’avventura come questa.

Devi essere in grado di prepararti per questa sfida da un punto di vista economico: bisogna di sicuro considerare una serie di implicazioni finanziarie, anche se queste non si avvicinano minimamente alle spese da sostenere per eventi come la Vendée Globe.

Devi essere sicuro che la barca sia quella giusta ed essere in grado di affrontare le peggiori condizioni meteomarine. Devi assicurarti che la barca soddisfi i precisi standard di sicurezza messi a punto dagli organizzatori dell’evento, e adattare la barca con le modifiche e l’equipaggiamento aggiuntivo richiesti. Devi mettere in conto tutto ciò che può andare storto: la rottura di una vela, una scuffiata, un’emergenza medica.. Devi preparare le provviste. Devi avere ottime conoscenze di meteorologia, di navigazione, di sistemi di comunicazione, di impianti elettrici e di meccanica.

 

Il regolamento è disponibile sul sito della Global Solo Challenge; tuttavia mi preme sottolinearne alcuni aspetti. L’età minima è di 18 anni, mentre non c’è un limite massimo. Devi essere abilitato alla navigazione secondo le leggi del tuo Paese e devi essere in possesso degli attestati di primo soccorso, di sopravvivenza personale e di utilizzo dei mezzi di salvataggio. La barca deve soddisfare le regole della GSC.

Se possiedi tutti questi requisiti, dovrai inotre avere percorso, con l’imbarcazione che vuoi utilizzare nella regata, almeno 2000 miglia in solitaria e senza scalo su un percorso approvato (tanto per intenderci, è la distanza tra La Coruña in Spagna e il territorio Inuit di Rigolet nella provincia canadese di Labrador).

A parte questi titoli, i criteri per la qualificazione alla gara sono a discrezione dello skipper, che deve sentirsi in grado di affrontare questa avventura.

Proprio come ha sintetizzato uno degli iscritti, l’italiano Simone Camba che alla domanda “Quale credi sarà la più grande sfida?” ha risposto “Arrivare alla linea di partenza…”