Riccardo Tosetto, il navigatore tenace dal cuore “green”

©Riccardo Tosetto

Determinazione e caparbietà sono le caratteristiche principali di Riccardo Tosetto, giovane skipper italiano, nato a Cittadella 36 anni fa, iscritto alla Global Solo Challenge con il suo Class 40 Obportus. Parte per realizzare il sogno di una vita: compiere il giro del mondo passando per i tre grandi Capi. Ma Riccardo non è un avventuriero, sta gestendo il suo progetto con grande professionalità, curando tutti gli aspetti per realizzare al meglio un progetto così ambizioso.

Tosetto è di quelle persone, come diceva Carlo Sciarelli, progettista italiano, che si sono bagnate nell’acqua di mare e non si sono mai asciugate. La sua passione per il mare risale alla sua infanzia, a otto anni inizia a navigare dapprima sulle derive e poi su catamarani sportivi. A tredici, incontra il suo mentore Angelo Preden che nel 1976 aveva partecipato alla Ostar e segue le sue orme. A diciannove anni, compra la sua prima barca, un 52’ piedi a bordo del quale attraversa due volte l’Atlantico per poi dedicarsi alla scuola vela e alle crociere in Mediterraneo.

Scopre la vela in solitario in occasione dei tanti trasferimenti che compie a bordo della sua barca per recarsi da Monfalcone, dove vive con la sua famiglia e la sua compagna, fino all’Egeo, meta prediletta per la sua attività lavorativa di skipper e insegnante di vela. Ricorda un episodio in particolare: “La navigazione più bella che ho fatto da solo è stata dal nord della Grecia ad Atene.  Una breve navigazione di 30 ore circa. Le condizioni erano con vento a favore ma impegnative. Sono partito io da solo e un’altra imbarcazione in equipaggio verso la stessa meta; alla fine sono arrivato prima io, di un paio d’ore.”

“Quella sensazione di libertà e corsa mi ha segnato. È affascinante navigare in solitario, dà un senso di libertà assoluta anche se puoi contare solo sulle tue forze.”

Socievole, Riccardo ama stare in compagnia ma necessita anche di momenti di solitudine, “mi aiuta a svuotare la mente e trovare la calma. Per questo la navigazione in solitario si addice anche al mio carattere.”

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La realizzazione di un sogno

Con il lancio della GSC si riaccende in Riccardo la scintilla del sogno di compiere il giro del mondo in barca a vela. L’incontro con Enrico Candeloro, CEO della World Appeal è determinante per Tosetto per iniziare il suo progetto e far fronte alla parte più organizzativa e di gestione del budget e degli sponsor. “La World Appeal si occupa dell’organizzazione di eventi sportivi internazionali, sono persone fantastiche e mi stanno aiutando molto, seguendo tutta la parte extra navigazione.”

La barca: affidabile, semplice e veloce

Riccardo aveva le idee chiare quando ha scelto per il suo giro del mondo un Class 40: semplicità, affidabilità della struttura e delle attrezzature e velocità. Cercava una barca nata per solcare gli oceani e performante nelle andature portanti, abbastanza piccola per gestire facilmente i carichi e con un costo contenuto. La velocità era un altro fattore importante per garantire maggiore sicurezza.

Dopo sei mesi di ricerche, Tosetto trova il suo Class40 Obportus a Saint-Malo, proprietà del team di Louis Burton, skipper in IMOCA. A febbraio vede la barca e, ad aprile, concluse le trattative e l’acquisto, torna in Francia con il suo braccio destro Filippo Montagner per trasferirla fino in Italia, nel nord Adriatico. Obportus è costituita da fibra di vetro e sandwich e albero, boma e bompresso sono in carbonio. Ha la chiglia fissa e due ballast da 750 litri.

“Un bel ricordo è l’uscita dalle chiuse di Saint-Malo insieme all’Imoca Bureau Vallée di Louis Burton.”

©Riccardo Tosetto

 

3600 miglia, diciannove giorni, da Saint-Malo a Monfalcone, con sole due soste a San Vito Lo Capo e Santa Maria di Leuca in condizioni meteo marine disparate. “Fino a A Coruña abbiamo attraversato con buone condizioni il Golfo di Biscaglia, poi abbiamo costeggiato velocemente il Portogallo con una perturbazione con punte a 50 nodi da nord ovest. Abbiamo sofferto molto il freddo ma la barca correva a 18-20 nodi. Passato lo stretto di Gibilterra di notte, la navigazione è tornata tranquilla fino a San Vito Lo Capo dove ci siamo fermati per rifornire la cambusa. Da Messina a Santa Maria di Leuca abbiamo avuto mare formato e vento contro ed è l’andatura peggiore per queste barche plananti. L’Adriatico per rientrare a casa ci ha riservato venti leggeri e condizioni tranquille.

Questo primo viaggio mi ha dato un buon feedback per i lavori da fare e mi ha dato molta fiducia nella mia barca che si è dimostrata affidabile, polivalente e ben attrezzata con una doppia elettronica come back up della strumentazione.”

Un giro del mondo per mari più puliti, con il suo sponsor IMilani

Tosetto che naviga da diciannove anni sa quanto sia importante la salute del mare e durante le sue navigazioni racconta di aver trovato spesso segni di inquinamento. “Durante il trasferimento da Saint Malo, sulla costa portoghese abbiamo trovato una quantità indescrivibile di pezzi di legno galleggianti che colpivano il timone sopravvento.”

Per questo ha deciso nella sua GSC di farsi portavoce di un messaggio ecologico, per promuovere mari più puliti. Da poco lo sponsor IMilani si è imbarcato nel progetto di Riccardo e con le sue iniziative virtuose sposa i valori della protezione ambientale.

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IMilani azienda italiana che produce cassette e contenitori di plastica, riciclando e riutilizzando 1200 tonnellate annue di plastica post consumo domestico.

“Quella dell’uso della plastica è una questione importante, ma non si risolve semplicemente illudendosi di non usarla. Bisogna piuttosto trovare delle soluzioni per recuperarla e trovare il suo posto nel circolo virtuoso del riciclo nel fine vita, come accade nell’iniziativa nata tra Sea Shepherd Italia che ha recuperato le reti da pesca abbandonate in Mediterraneo e iMilani che le converte in nuovi contenitori.”

La preparazione

“Il mio primo traguardo da ottenere in questo giro del mondo è arrivare sulla linea di partenza ben preparato.” Racconta Tosetto che sta lavorando in cantiere con Filippo ed altre due persone con cui ha smontato e revisionato tutta la barca. Un controllo completo che comprende la revisione del motore e dei ballast e il ricablaggio dell’impianto elettrico. Riccardo, attento alla gestione del freddo soprattutto negli oceani nel Grande Sud, ha installato il riscaldamento a bordo e ha voluto modificare la tuga allungandola di 40 centimetri. Ha aggiunto delle aperture in plexigas per avere una buona visuale anche dall’interno. Il sartiame e gli stralli saranno nuovi.

Parallelamente alla preparazione della barca Riccardo cura la sua preparazione fisica, mentale e lo studio della navigazione.

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“Continuo ad allenarmi con un’attività fisica leggera. Per la parte della gestione emotiva sto lavorando con Marcelo Mateos, che si occupa di counseling e coaching. Lavoriamo sulla consapevolezza di affrontare questo tipo di impresa, per migliorare la gestione emotiva fondamentale in navigazione. Stiamo lavorando sull’ascolto di paure e incognite che mi si presenteranno, per essere pronto ad affrontarle in maniera autonoma.

Ho studiato le rotte sia attraverso fonti tradizionali cartacee o su internet sia attraverso le testimonianze di altri navigatori della Class40 che si sono dimostrati disponibili allo scambio di informazioni, soprattutto sui mari australi. Da marzo fino alla partenza mi dedicherò solo alla navigazione, penso tra maggio e giugno di navigare tra le Azzorre e Madeira per testare bene la barca e allenarmi.

Devo ancora definire nel dettaglio la cambusa ma nel primo viaggio a bordo di Obportus ho provato dei prodotti crioliofilizzati o disidratati a freddo, che integrerò con cibi tradizionali che sono abituato a preparare in pentola a pressione per controllare il consumo di gas e acqua. Studierò un menù diversificato a seconda del clima delle varie aree in cui navigherò.”

Qualche incognita ma un grande entusiasmo generale muove Tosetto che ha un solo grande obiettivo alla GSC. “La vera incognita sono Oceano Indiano e il Pacifico e come reagiremo, la barca ed io in questi punti cruciali e complessi. Per il resto sono entusiasta di partire e vivere questa avventura. Il mio più grande traguardo e unico obiettivo è concludere il giro del mondo, poi se riuscissi a farlo in buona posizione sarebbe un gran risultato.”

È possibile seguire Riccardo su Instagram o sul suo sito web

©Riccardo Tosetto