In questo articolo andrò a esaminare alcuni dei sistemi di telecomunicazione e dei requisiti di sicurezza che saranno a disposizione degli skipper della Global Solo Challenge (GSC) 2023/2024.
Fino alla metà del diciannovesimo secolo, l’unico modo pratico che una nave aveva per comunicare con altre navi o con le stazioni a terra era l’utilizzo delle bandiere di segnalazione o dei segnali semaforici (sempre per mezzo di bandiere). Questo sistema ovviamente era possibile solo in caso di contatto visivo.
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Nel 1844 Samuel Morse inventò il codice Morse, che utilizza una sequenza di punti e trattini per indicare le lettere dell’alfabeto. Ciò permise alle navi di usare luci di segnalazione di notte, o specchi che riflettevano il sole di giorno, per parlare tra loro.
Inoltre, circa nello stesso periodo, furono introdotti i primi razzi di segnalazione che permettevano ai soccorritori di localizzare qualsiasi nave in difficoltà.
Nel corso degli anni il codice Morse si è imposto come il principale mezzo di comunicazione, anche se le luci sono state rimpiazzate dai segnali radio.
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Incredibilmente, sebbene i segnali radio Morse fossero già diffusi, è solo nel 1912 che venne adottata una frequenza internazionale di emergenza standardizzata sui 500mHz. In precedenza le navi usavano solo la frequenza della propria compagnia. Questo cambiamento avvenne dopo l’affondamento del Titanic RMS.
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Fino al 1988, il sistema di soccorso marittimo si è basato sul codice Morse sui 500kHz (MF) e sulla radiotelefonia vocale sul canale 16 (VHF) e sui 2182kHz (MF). Va tuttavia notato che per le comunicazioni a largo raggio (HF) i punti e i tratti di Morse resistono alle interferenze e ai disturbi radio molto meglio della voce umana.
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Nell’era moderna, i sistemi di comunicazione marittima si sono evoluti (per esempio con i sistemi di messaggistica elettronica automatica e la telefonia satellitare) di pari passo con le infrastrutture disponibili (come i satelliti geostazionari per il posizionamento globale).
Nel 1988 fu introdotto il Global Maritime Distress and Safety System (GMDSS) dall’International Maritime Organisation (IMO), nell’ambito della convenzione sulla Sicurezza della Vita in Mare (SOLAS).
Queste norme hanno il carattere di un accordo internazionale.
Per comprendere a fondo questi vincoli ho parlato con un esperto di comunicazioni della Royal Navy, istruttore ed esaminatore del programma GMDSS – Ian Stairs.
Il GMDSS, come suggerisce il suo nome per esteso, è un sistema di sicurezza riconosciuto globalmente per le comunicazioni radio e di soccorso che definisce una serie di procedure di emergenza concordate a livello universale e descrive i tipi di attrezzature e i protocolli di comunicazione da utilizzare.
Il sistema mira a facilitare le segnalazioni alle agenzie competenti e agli altri organi di soccorso in caso di emergenza e ad agevolare i soccorritori nella localizzazione e nel salvataggio di tutte le imbarcazioni, i velivoli e/o le persone.
Le norme stabiliscono che tutte le navi passeggeri e tutti i cargo di stazza lorda pari o superiore alle 300 tonnellate che effettuano traversate oceaniche debbano avere a bordo apparecchiature radio conformi agli standard internazionali e personale qualificato preposto.
Le tipologie e gli standard delle apparecchiature sono stabilite in base alla zona in cui si prevede che la nave debba navigare, e sono classificate in base al mezzo di comunicazione necessario in quella particolare zona (per esempio, relativamente vicino alla costa il sistema potrebbe basarsi su una radio VHF, mentre in mezzo all’oceano è richiesto un sistema satellitare o una radio ad alta frequenza).
Nel regolamento della GSC, un terminale satellitare GMDSS Standard C (SAT-C) non è obbligatorio ma decisamente consigliato. SAT-C comunica inoltre le Marine Safety Information (MSI) e i mezzi di SOCCORSO nell’area dove si sta navigando o dove si prevede di navigare. È essenziale, comunque, che il sistema sia riconosciuto e compreso dallo skipper nel cui ruolo sono inclusi molti doveri legati alla sicurezza.
Un GMDSS incorpora molte caratteristiche obbligatorie, che sono richieste anche dalle regole della GSC:
Il Digital Selective Calling (DSC) è uno standard per inviare messaggi digitali predefiniti con radio VHF MF e HF. Sugli apparecchi delle navi più moderne è presente un tasto DSC per mandare in automatico un avviso di SOCCORSO ‘Mayday’ il quale includerà la posizione della nave.
L’EPIRB, Emergency Position Indicator Radio Beacons, è sostanzialmente un dispositivo di localizzazione. A seconda del modello, può essere attivato manualmente o in automatico in determinate circostanze, per esempio in caso di immersione in acqua.
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Per quanto riguarda i sistemi mobili di comunicazione globale via satellite i più recenti producono dati e messaggi in entrata e in uscita.
Bisogna tenere presente che attualmente ci sono tre servizi satellitari disponibili: Inmarsat, Iridium e Globalstar. È opinione comune che Iridium offra il servizio più completo con 66 satelliti orbitanti, ed è il sistema raccomandato per la Global Solo Challenge.
NAVTEX è un servizio automatizzato per la diffusione alle navi di avvisi ai naviganti, allerte e previsioni meteo, MSI urgenti. NAVTEX informa anche sul traffico di SOCCORSO nelle aree previste dal viaggio. I messaggi sono specifici per certi mari e certe aree, a seconda dei casi.
In aggiunta a quanto detto finora, le regole della GSC stabiliscono in dettaglio quali apparecchiature, come radio, portatili, ecc. devono essere imbarcati e la loro accessibilità, e impongono che gli yacht abbiano uno specifico sistema radar e un transponder AIS.
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L’AIS, Automatic Identification System, fornisce informazioni sull’identità di ogni nave, la sua posizione, la velocità e la rotta. Sempre la Convenzione Internazionale dell’International Maritime Organisation per la Sicurezza della Vita in Mare richiede che un AIS sia installato a bordo delle navi di stazza pari o superiore alle 300 tonnellate e della navi passeggeri a prescindere dalle dimensioni.
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Un ultimo punto che Ian ha marcato è che, sebbene il GMDSS sia stato progettato per la nautica, il suo uso e i suoi protocolli potrebbero essere applicati con successo a molte operazioni di ricerca e salvataggio (per esempio nella giungla, nelle esplorazioni polari, nei soccorsi in montagna ecc.)