Quanto ci vuole a fare un giro del mondo in barca a vela?

La Global Solo Challenge è una navigazione in solitaria, senza scalo e senza assistenza, che tocca i tre Grandi Capi. Non applica però le Regole di Regata RRS, nè i regolamenti di classe come Imoca, Class40 o affini. Tecnicamente parlando, quindi, la GSC non è una gara ma piuttosto una sfida competitiva , non limitata agli schemi adottati negli altri eventi velici. 

Gli organizzatori hanno infatti dimostrato molta elasticità nell’andare a esplorare nuovi modi per equiparare i diversi tipi di imbarcazioni. Con lo scopo di creare un evento non esclusivo, egualitario e con un budget ridotto, la GSC ha introdotto un handicap da applicare alla partenza. Un’impostazione raramente utilizzata in questo tipo di regate d’altura.

Di solito, in una regata offshore, tutti partono nello stesso momento. L’arrivo, poi, risulta dilazionato, spesso con stacchi di ore/giorni di differenza. Con questo sistema di calcolo degli handicap, solo dopo che tutti sono arrivati gli organizzatori correggono i tempi e comunicano i risultati.

La Global Solo Challenge applica l’handicap alla partenza, ovvero le barche partono scaglionate in gruppi organizzati in base alle caratteristiche e alle prestazioni. Una volta toccata l’acqua, tutte le imbarcazioni saranno allo stesso livello e il vincitore sarà il primo a giungere al traguardo.

Se i calcoli sono corretti, gli skipper che sapranno sfruttare al meglio le loro barche arriveranno più o meno simultaneamente. Tutti i concorrenti hanno la stessa possibilità di vincere, il che dovrebbe rendere la conclusione imprevedibile e l’arrivo emozionante, tanto per i regatanti quanto per il pubblico.

Quindi le domande sono: quanto durerà la navigazione? E come sono stati calcolati i tempi per le partenze?

Dall’impresa di Sir Robin Knox-Johnston nel 1969, poco più di cinquant’anni fa, sono meno di 200 quelli che hanno circumnavigato il globo in solitaria e senza scalo su un monoscafo, e i dati a disposizione per fare questi calcoli sono piuttosto scarsi.

Sir Robin Knox-Johnston

 

Ogni skipper che partecipa alla GSC deve produrre una documentazione circa le prestazioni della sua barca. Per esempio, la certificazione internazionale di rating (IRC) o il certificato dell’Offshore Racing Congress (ORC), in modo che si possa calcolare il loro tempo (teorico) di circumnavigazione (TCC) in base al loro handicap.

In un primo momento, esaminando il tempo impiegato da diversi marinai che sono riusciti nell’impresa, sono stati stabiliti dei tempi di riferimento per differenti tipi di imbarcazione.

Uno di questi riferimenti è il tempo impiegato dal primatista solitario Guo Chuan (Cina), che nel 2013 ha stabilito il record di circa 137 giorni per la circumnavigazione su un Class40.

Guo Chuan

 

Il secondo riferimento è quello dell’imbarcazione Rustler 36 condotta dal francese Jean-Luc Van Den Heede nella Golden Globe Race 2018, che ha impiegato circa 211 giorni per completare il giro del mondo. 

Un altro riferimento preso in considerazione è stato il tempo di 126 giorni stabilito da Pete Goss nel 1996 su Aqua Quorum. 

Il record di Chuan e i tempi di Van Den Heede e di Pete Goss sono stati poi analizzati rispetto a barche analoghe, delle quali erano noti, dai registri di regata, molti dati con relative polari. (Le polari sono grafici che permettono di calcolare la velocità potenziale di un’imbarcazione alle varie andature e con venti di diversa intensità.)

Jean-Luc Van Den Heede alla Golden Globe Race 2018. PPL Photo Agency – Photo Credit: Christophe Favreau/GGR/PPL

 

Dal confronto tra queste barche e il loro handicap, si può stabilire un range di tempi teorici per la circumnavigazione. Il gruppo più lento comprende le imbarcazioni per cui si prevede un tempo di 195 giorni o più, fino ad arrivare progressivamente ai tempi delle barche da regata di 40′ (circa 140 giorni) e a quelli delle Open 50 (circa 120 giorni). 

I calcoli hanno prodotto una gamma di compensazioni (TCC) che va da 0.93 per il primo gruppo fino a 1.25 per i 40′ da regata e 1.37 per gli Open 50.

La gamma è stata suddivisa in intervalli di 0.04 che scandiscono le partenze dei gruppi nell’arco di 11 settimane.

La prima partenza è fissata per il 2 settembre 2023 per quelle barche con prestazioni valutate fino a 0.93. Seguiranno quindi partenze a scansione settimanale per i gruppi intermedi. Otto settimane più tardi partiranno le imbarcazioni con rating fino a 1.25 (Open40/Class40). Le barche più veloci come gli Open 50 salperanno il 18 novembre.

46. Aqua Quorum. 1996, Adrian Thompson: “Pete Goss con Aqua Quorum, un Open 50, alla Vendée Globe 1996 è stato il primo a navigare intorno al mondo con una chiglia basculante,” nota la navigatrice solitaria Dee Caffari. “Da quel momento il mondo non ha avuto più dubbi sulla chiglia basculante. Siamo d’accordo che ci siano dei rischi e, come conseguenza, molte regate hanno adottato regolamenti di progetto per ridurre il fattore di rischio, ma nessuno ha potuto mettere in discussione la stabilità e l’efficacia di questo sistema.”

 

Le date di partenza dei diversi gruppi sono stabilite dall’avviso di evento. Tuttavia, gli skipper non avranno dettagli circa il loro raggruppamento finchè non sarà completa la lista effettiva dei partecipanti.

Questo elemento di incertezza è voluto: in questo modo gli skipper non saranno tentati di ottimizzare le imbarcazioni per ottenere una particolare classificazione IRC, che, come in ogni regolamento, può portare a modifiche strategiche (più o meno leali). 

In accordo con lo spirito della Global Solo Challenge, gli organizzatori sperano che i navigatori si concentrino maggiormente sull’affidabilità, sulla sicurezza e su altri aspetti. 

Gli skipper non dovranno focalizzarsi sulla velocità  di per sé come elemento chiave della messa a punto. Ad ogni modo, possono effettuare tutte le modifiche che ritengono opportune per migliorare le performance, rendendole note in modo da poter essere inseriti nel gruppo più appropriato. 

Il gruppo degli Open 50 è stato l’ultimo a essere inserito, in seguito alle numerose richieste. Sono davvero pochi gli eventi rimasti per gli ex Imoca 50′.

Sono molte quelle che ancora navigano o che possono essere acquistate a prezzo contenuto e adattate agli standard richiesti: un approccio perfettamente in linea con lo spirito della Global Solo Challenge e con la sostenibilità ambientale

Rimettere in sesto un’imbarcazione esistente, piuttosto che costruirne una nuova, è la scelta più sostenibile che si possa compiere. Gli scafi in materiali compositi sono impossibili da smaltire. L’unico modo per dismetterli è quello di buttarli in una discarica.

Per questa ragione abbiamo deciso di accogliere questi yacht e creare un gruppo dedicato.

Le valutazioni IRC TCC non sono sempre accurate, specie per quelle imbarcazioni che non sono costruite tenendo conto del sistema di compensazione. Per esempio, molte barche plananti (soprattutto quelle progettate per le regate offshore in solitaria) portano vele da andature portanti montate su avvolgitori. 

Per l’IRC, tutte queste vele sono classificate come vele di prua e comportano un TCC (handicap) molto alto. Questa valutazione IRC per le barche veloci può risultare imprecisa. Gli organizzatori hanno deciso di consentire alle barche di montare vele avvolgibili a pruavia del solent/genoa (a condizione che non siano montate su supporto fisso) senza includerle nel calcolo del rating, dal momento che la possibilità di avvolgerle è indispensabile per la sicurezza dei velisti solitari.

Il più alto indice TCC IRC per le barche dalle prestazioni assimilabili a quelle degli Open 40 a chiglia basculante è di 1.37, pari a 0.12 in più rispetto al gruppo degli Open 40 e dei Class 40. Il tempo teorico che ne risulta è di 119 giorni, compatibile con il tempo fissato da Pete Goss nella sua cirumnavigazione del 1996.

Il gruppo più performante partirà esattamente dopo 11 settimane rispetto al gruppo più lento.

Parlando di numeri, per vincere il gruppo più lento dovrà mantenere una velocità di crociera di circa 5.5 nodi, gli Open 40 / Class 40 intorno ai 7.5 nodi e gli Open 50 intorno ai 9 nodi. Almeno sulla carta.